L’Autorità delegata risponde alle dichiarazioni dell’ex premier sul libro di Bisignani e Madron: “Mai autorizzate intercettazioni su politici e giornalisti”. Se il leader di Italia Viva sa (o ha fatto da capo dei Servizi) qualcosa di diverso da quanto previsto dalle norme dovrebbe andare in Procura e chiedere di testimoniare al Copasir

Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e Autorità delegata, risponde a Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio, leader di Italia Viva, aveva attaccato Giorgia Meloni (e anche Giuseppe Conte) dopo la pubblicazione del libro di Luigi Bisignani e Paolo Madron “I potenti al tempo di Giorgia”, edito da Chiarelettere.

“Prima di arrivare a Palazzo Chigi, pare avessero detto a Giorgia Meloni che esistevano forme di controllo telematico di vari personaggi che ruotavano attorno al suo mondo. Si parlava di oltre 400 utenze captate”, si legge. Le 400 utenze “captate” sarebbero quelle di politici e giornalisti. In un’intervista rilasciata a Repubblica Renzi dice di parlare “di qualcosa che conosco, essendo stato a Palazzo Chigi”, chiede al Copasir di occuparsi della vicenda e a Mantovano, responsabile dei servizi segreti nel  governo Meloni, di fare chiarezza.

In una lunga nota, il sottosegretario Mantovano respinge le accuse. Infatti, attività equiparabili a dossieraggi sono fuori dal perimetro della legge dell’intelligence.

“Non ho mai autorizzato, quale Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, alcuna forma di intercettazione a carico di esponenti politici o di giornalisti”, dice l’Autorità delegata. Quello evocato da Renzi, spiega, sarebbe uno scenario “gravissimo”. E dichiara ancora: “L’autorità giudiziaria valuterà ogni eventuale accertamento, a garanzia delle istituzioni e dell’ordinamento democratico”. Infine, Mantovano ha ”già comunicato” al presidente del Copasir, il senatore Lorenzo Guerini, “la disponibilità a fornire ogni utile informazione, qualora ne ravvisi l’opportunità”.

Se Renzi, ex presidente del Consiglio e dunque vertice politico dell’intelligence, avesse visto o fatto simili attività non previste dalla legge dovrebbe andare in Procura e chiedere di testimoniare al Copasir, ovvero interloquire con l’Autorità delegata.

Ecco la dichiarazione diffusa dal sottosegretario Mantovano.

Dal momento dell’insediamento di questo Governo non ho mai autorizzato, quale Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, alcuna forma di intercettazione a carico di esponenti politici o di giornalisti.

L’attenzione del Governo a evitare qualsiasi improprio uso di tale strumento è dimostrata dal fatto che esso ha proposto e fatto inserire nella legge di bilancio 2023 una norma (art. 1, comma 684, L. 29 dicembre 2022 n. 197), che tutela con maggior efficacia:

  1. la segretezza delle informazioni acquisite nel corso delle attività;
  2. la coerenza delle attività svolte con i fini istituzionali delle Agenzie.

In particolare, a seguito di tale mutamento normativo:

  • è divenuta autonoma la disciplina delle intercettazioni preventive dei Servizi rispetto alle intercettazioni preventive di polizia (ex art. 226 norm. att. c.p.p.),
  • risulta ampliato il potere di verifica da parte dell’autorità giudiziaria, cioè del procuratore generale della corte di appello di Roma, sulle operazioni svolte, dato che le Agenzie sono tenute a consegnare non più soltanto il “verbale sintetico” e i “supporti mobili” utilizzati, ma anche i “contenuti intercettati”;
  • sono stati ampliati gli obblighi di distruzione del materiale depositato, che riguarda tutta la documentazione consegnata al procuratore generale;
  • si è resa più specifica la disciplina sul tracciamento delle comunicazioni telefoniche e telematiche e sull’acquisizione dei “dati esterni” (es. dati anagrafici, tabulati, ecc.), con un termine massimo – assente nella precedente disciplina – per la distruzione dei dati acquisiti nel corso dell’attività e per la consegna del verbale delle operazioni al procuratore generale.

In base alla legge n. 124/2007, l’Autorità delegata è obbligata a effettuare un vaglio preventivo sulle richieste di intercettazioni, finalizzandole alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità, della sovranità della Repubblica e delle istituzioni democratiche, per mettere al riparo da ogni minaccia, attività eversiva e forma di aggressione criminale e terroristica, attività di spionaggio e di proliferazione concernenti materiali strategici. A seguito del rilascio della delega da parte dell’autorità politica, i direttori delle Agenzie formulano la richiesta di autorizzazione delle intercettazioni al Procuratore generale.

Nei 7 mesi di attività del Governo, il rilascio della delega è stato improntato a un’analisi puntuale e rigorosa dei requisiti e delle condizioni previste dalla legge, sia per la stretta attinenza delle motivazioni alle finalità di ricerca informativa, sia per l’individuazione dei soggetti nei confronti dei quali si indirizzavano le attività di intercettazione.

Poiché il sen. Matteo Renzi evoca uno scenario che, se vero, sarebbe gravissimo, l’autorità giudiziaria valuterà ogni eventuale accertamento, a garanzia delle istituzioni e dell’ordinamento democratico. Per quanto di mia competenza, ho già comunicato al presidente del Copasir sen. Lorenzo Guerini la disponibilità a fornire ogni utile informazione, qualora ne ravvisi l’opportunità.

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