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Come vedono gli ucraini il loro futuro? Positivo, nella Nato e con l’Ue. I numeri di Nix (Iri)

Un’indagine svolta presso la popolazione presente in Ucraina ha evidenziato come i cittadini condividano un forte senso di unità nazionale e di ottimismo verso l’esito positivo del conflitto con la Russia, oltre ad una crescente volontà di accedere a Nato e Ue. L’intervista del direttore di Formiche.net Giorgio Rutelli a Stephen Nix, senior director per l’Eurasia dell’International Republican Institute (Iri)

Da un recente sondaggio condotto dal Center for Insights in Survey Research dell’International Republican Institute (Iri) è emerso che la fiducia della popolazione ucraina verso la vittoria finale della guerra e il mantenimento dei propri territori è forte, anzi più forte di un anno fa, mentre cresce la volontà di adesione alla Nato e la fiducia nelle istituzioni europee. Di queste evidenze ha parlato il direttore di Formiche.net Giorgio Rutelli con Stephen Nix, senior director per l’Eurasia dell’Iri, in un’intervista registrata presso gli Utopia Studios di Roma. Il sondaggio, condotto nel febbraio 2023 su un campione rilevante di popolazione ucraina ancora presente nel Paese, fa seguito a due precedenti indagini realizzate nel corso dell’anno di guerra in Ucraina (aprile 2022, giugno 2022) e mette in luce quanto la fiducia dei cittadini non solo sia rimasta invariata, ma in certi casi sia anche aumentata.

In merito alle prospettive dell’Ucraina, il 95% degli intervistati ritiene che il futuro del proprio paese sia promettente, una stragrande maggioranza perfettamente in linea con il 93% registrato nell’aprile del 2022 e che pensa anche che l’Ucraina sarà in grado di vincere la guerra: il 97% del totale ha infatti questa convinzione, con ben l’82% che è assolutamente convinto dell’esito positivo del conflitto. Questo sentimento deriva dalla necessità di proteggere il proprio paese dalla distruzione totale, ma anche dai risultati ottenuti sul campo di battaglia, che si riflettono anche opinioni espresse in merito al risultato del conflitto sul piano territoriale. Il 74% degli intervistati crede infatti che l’Ucraina manterrà gli stessi territori all’interno di quei confini definiti nel 1991, includendo quindi anche la Crimea: un pensiero che diventa incredibilmente rilevante se lo si paragona alla stessa domanda posta ad aprile 2022, quando solo il 53% della popolazione immaginava una riconquista totale dei territori ucraini e una fetta molto più ampia di quella attuale non includeva la Crimea in questo discorso, pur senza mai credere ad una nuova cessione di territori come risultato della guerra.

Ai cittadini ucraini è stato anche chiesto quali paesi e quali istituzioni internazionali siano state percepite come più vicine al proprio paese dallo scoppio del conflitto e la stragrande maggioranza degli intervistati ha nominato Polonia e Stati Uniti (entrambi al 71%), con il Regno Unito al terzo posto in questa particolare graduatoria; salta all’occhio proprio la Polonia, che ha sempre offerto un importante aiuto umanitario e militare agli ucraini e che ha anche fatto molte pressioni politiche affinché anche gli altri paesi seguissero il suo esempio. Da segnalare il fatto che l’Italia non compare tra i primi  Resta forte la già presente volontà della popolazione di entrare nell’Unione Europea (85%), ma si fa notare ancora di più il favore ad un eventuale ingresso nella Nato, cresciuto di un +23% rispetto all’aprile del 2022 fino a raggiungere un consenso dell’82%. Si tratta del cambiamento più importante rilevato nel corso di quest’anno, arrivato soprattutto dai quadranti est e sud dell’Ucraina che storicamente avevano registrato opinioni diverse e che ora invece dimostrano una forte unità nazionale. Per quanto riguarda la fiducia nei confronti del presidente Volodymyr Zelensky, il consenso della popolazione con le sue azioni è rimasto incredibilmente alto (92%), con una variazione nell’intensità della risposta ma non nella sostanza.

Guardando infine alla ricostruzione postbellica dell’Ucraina, l’89% degli intervistati ritiene che a finanziarla debba essere proprio la Russia, tramite gli asset congelati dagli altri paesi nel corso del conflitto o tramite pagamenti diretti, con il 57% delle persone che vorrebbe però che a controllare l’uso di questi fondi siano però organizzazioni internazionali piuttosto che i cittadini ucraini o le autorità governative e locali. Questo è un dato particolarmente importante perché se è vero che gli ucraini si aspettano che la Russia paghi per i danni che ha fatto – nonostante non ci sia ancora un percorso prestabilito per capire come possa farlo – c’è anche una rilevante volontà di rimettersi ad autorità sovranazionali per la gestione della situazione.

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