Dopo venti anni torna l’incubo di questa malattia nel territorio americano. Registrati 5 casi diversi in un periodo di due mesi, un aumento che le autorità definiscono “preoccupante”

Erano 20 anni che non si presentava un caso di malaria negli Stati Uniti. Ma l’incubo è tornato. I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) hanno confermato 5 casi, di cui 4 in Florida e uno in Texas, in un periodo di solo due mesi.

Le autorità dello stato della Florida hanno emesso un avviso in cui consigliano ai residenti di svuotare pozze d’acqua, assicurarsi che le zanzariere delle finestre non abbiano buchi e utilizzare insetticidi che contengano il composto Deet per respingere le zanzare. Hanno anche chiesto alla popolazione di indossare magliette e pantaloni a maniche lunghe.

Per le autorità sanitaria la malaria è considerata un’emergenza medica; chiunque abbia sintomi deve essere “valutato urgentemente” dal personale esperto. Tuttavia, quasi tutti i casi identificati riguardano persone che sono rientrati dopo viaggi all’estero, specialmente in Africa.

La malaria è molto comune nei Paesi caldi, ma alcune zanzare della specie Anopheles si sono adattate al cambiamento climatico. Non c’è ancora un’evidenza scientifica del fatto che l’aumento dei casi negli Stati Uniti abbia un rapporto diretto con gli effetti del riscaldamento globale e l’aumento delle temperature, ma l’ipotesi è oggetto di studio da parte degli esperti.

In passato, la malaria era endemica negli Stati Uniti. I nuovi casi che sono stati identificati sono causati dal parassita Plasmodium vivax, che ha meno possibilità di causare la malattia grave rispetto ad altre specie.

I sintomi includono febbre, brividi, mal di testa, dolori muscolari e affaticamento, ma anche nausea, diarrea e vomito. I casi più gravi provocano danni potenzialmente letali, tra cui insufficienza renale, convulsioni e può portare i pazienti allo stato di coma.

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