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Via libera Ue al piano per ricerca e sviluppo di chip e tlc. La soddisfazione di Urso

La Commissione ha dato l’ok al piano presentato da 14 Stati membri e ad aiuti di Stato fino a 8,1 miliardi di euro. “Siamo sulla strada giusta per creare una piena connettività del Paese sulla economia del futuro”, ha spiegato il ministro

La Commissione ha approvato un importante progetto di comune interesse europeo (Ipcei) per sostenere la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo industriale della microelettronica e delle tecnologie per le comunicazioni che coinvolge 14 Stati membri: dai materiali e strumenti alla progettazione dei chip, ai processi di produzione. “Grande soddisfazione” ha espresso Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

IL PROGETTO

Il progetto si chiama “Ipcei Me/Ct” ed è stato preparato e notificato congiuntamente da 14 Stati membri: Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna. La Commissione europea ha dato l’ok ad aiuti di Stato fino a 8,1 miliardi di euro in finanziamenti pubblici. Si prevede sbloccheranno ulteriori 13,7 miliardi di euro in investimenti privati. Come parte di questo Ipcei, 56 aziende, tra cui piccole e medie imprese e start-up, avvieranno 68 progetti.

TRANSIZIONE DIGITALE E VERDE

Comun denominatore di questi progetti è quello di favorire la transizione digitale e verde: creando una microelettronica e soluzioni di comunicazione innovative, in grado di sviluppare sistemi elettronici e metodi di produzione efficienti dal punto di vista energetico e del risparmio di risorse. I progetti contribuiranno al progresso tecnologico di molti settori, tra cui le comunicazioni (5G e 6G), la guida autonoma, l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico e sosterranno la transizione verde di aziende attive nella generazione, distribuzione e utilizzo di energia. I primi prodotti potrebbero essere introdotti sul mercato già nel 2025 e il completamento del progetto complessivo è previsto per il 2032, con tempistiche variabili in funzione dei progetti e delle aziende coinvolte. Si prevede la creazione di circa 8.700 posti di lavoro diretti e molti altri indiretti.

I SETTORI INTERESSATI

Il piano, sottolinea Bruxelles, contribuisce direttamente al raggiungimento di diversi obiettivi europei di un’economia più verde, più digitale, più sicura, resiliente e sovrana stabiliti nelle principali iniziative politiche come il Digital Decade ed il Green Deal. Tutti i 68 progetti che fanno parte dell’Ipcei sono molto ambiziosi, in quanto mirano a sviluppare tecnologie che vadano oltre ciò che offre attualmente il mercato e favoriscano importanti miglioramenti, in particolare nei settori dei sensori, dei processori ad alte prestazioni, dei microprocessori, compresa l’intelligenza artificiale, e degli strumenti per lo scambio sicuro di dati.

LE PAROLE DI URSO

“Bene per l’Europa, bene per l’Italia”, ha dichiarato il ministro Urso. “Il piano, che riguarda ricerca e sviluppo su soluzioni innovative relative ai progetti di microelettronica e tecnologia su tutta la catena del valore, mostra che siamo sulla strada giusta per creare una piena connettività del Paese sulla economia del futuro”, ha aggiunto. L’Italia è parte di questo importante progetto con quattro imprese partecipanti dirette (Stmicroelectronics, Memc, Menarini Silicon Biosystems, Siae Microelettronica). “La Commissione oggi autorizza l’Italia ad erogare un valore massimo di aiuti di Stato alle 4 imprese di quasi un miliardo di euro, grazie al quale verrà attivato un investimento globale a livello nazionale di oltre 2,5 miliardi di euro”, ha spiegato ancora Urso. “A questo scopo stiamo inoltre preparando il piano nazionale della microelettronica che sarà alla base del Chips act italiano, che presenterò in Consiglio dei ministri prima della pausa estiva”, ha concluso.

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