Sir Omand, ex capo dell’agenzia di cyber-intelligence, contro gli “scambi informali” su certe piattaforme. Il dibattito nato dalle conversazioni dell’ex ministro Hancock sul Covid

“Mi sgomenta” che il governo prenda importanti decisioni su WhatsApp. A dirlo è Si David Omand, uno dei più importanti civil servant nella storia recente del Regno Unito, già direttore dell’agenzia di cyber-intelligence GCHQ, capo della burocrazia del ministero dell’Interno e primo Security and Intelligence Coordinator (figura istituita dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti).

Sir Omand sta promuovendo il suo ultimo libro, dal titolo “How to Survive a Crisis”, in televisioni, radio ed eventi pubblici. Ospite del programma PM su BBC Radio 4, ha commentato i cosiddetti “Lockdown Files” diffusi dal Telegraph. Si tratta di oltre 100.000 messaggi WhatsApp tra Matt Hancock, ministro della Salute da luglio 2018 a giugno 2021, e altri ministri e funzionari sulla pandemia Covid-19. “Mi sgomenta pensare che decisioni importanti che riguardano la nostra salute e il nostro benessere vengano prese, e che le opinioni su di esse vengano plasmate, con questi scambi informali”, ha spiegato. “Da ciò che è stato reso noto dopo le dimissioni di Matt Hancock, mi è sembrato di capire che si trattava in gran parte di segnalazioni importanti tra persone al comando. E mi preoccupa il fatto che ciò avvenga attraverso mezzi molto informali”, ha aggiunto.

Ad aprile, a funzionari e ministri è stato vietato di utilizzare piattaforme di comunicazione non governative come WhatsApp per condividere qualsiasi cosa al di sopra del livello più basso di classificazione di sicurezza del governo. Dietro questa decisione ci sono evidentemente ragioni di sicurezza. Ma non solo. Le conversazioni tramite questi strumenti sono tendenzialmente veloci e informali, caratteristiche molto lontane da quelle dei processi decisionali, fatti preparazione, discussione e decisione, nei palazzi del potere.

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