Il Global Times spiega di aver pubblicato un editoriale sotto pseudonimo (ma senza precisarlo) visti i timori dell’autore, che cita le “intimazioni” subite da Orsini e Basile per le loro idee diverse da quelle “dell’élite al potere in Italia”. Il paradosso: il professore e l’ex diplomatica scrivono quasi ogni giorno su uno dei giornali più letti del Paese, mentre l’analista ha scelto di celare la sua identità sui media controllati da un regime che limita la libertà d’espressione

Eusebio Filopatro esiste. O meglio, dietro lo pseudonimo, che è lo stesso scelto dal gesuita Giuseppe Sanfelice nel XVII secolo, c’è davvero un “analista di politica estera per Italia e Unione europea”. Si tratta dell’autore di un articolo pubblicato la scorsa settimana sul Global Times, tabloid in lingua inglese della propaganda del Partito comunista cinese. Le posizioni espresse sono molto critiche verso l’Italia dopo la visita di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, negli Stati Uniti e in vista della decisione sul rinnovo o meno del memorandum d’intesa con la Cina sulla Via della Seta.

Su Formiche.net ci eravamo occupati per primi della vicenda. Il nostro articolo è stato poi ripreso da diverse testate internazionali, anche in mandarino, come Radio France International e Radio Free Asia. Che fosse uno pseudonimo sembrava evidente (e probabilmente quello scelto – come la citazione di un articolo sulla politica estera italiana pubblicato nel 2001 da Filippo Andreatta, professore all’Università di Bologna e figlio dell’ex ministro Beniamino, esponente storica della Democrazia cristiana – è un indizio su chi si cela dietro di esso).

Per chiarirlo è intervenuto, dopo il nostro articolo, lo stesso Global Times. “Da italiano, l’autore sperava sinceramente di spendere parole sincere nell’interesse nazionale dell’Italia”, si legge. Tuttavia, è anche ben consapevole dei rischi che potrebbe correre nel dire la verità sulla cooperazione “Belt and Road nell’attuale atmosfera dell’opinione pubblica occidentale, per cui ha chiesto di esprimere le sue idee, che sono chiaramente diverse da quelle di alcune élite italiane, sotto pseudonimo”. Il giornale della propaganda cinese arriva a citare le pratiche di due eccellenze del giornalismo mondiale, l’agenzia Reuters e il New York Times, per spiegare le ragioni dell’anonimato, dimenticando però che non si tratta di media controllati da partiti.

Poi dà la parola a Eusebio Filopatro, che spiega di aver chiesto l’anonimato “alla luce delle intimidazioni e delle diffamazioni subite recentemente dal professor Alessandro Orsini e dall’ex ambasciatore Elena Basile per aver espresso opinioni che comprendevano e difendevano gli interessi nazionali dell’Italia in modo diverso dall’élite al potere in Italia”. E ancora: “Cercherò di stabilire la mia autenticità con la stampa italiana a tempo debito”. Infine, l’attenzione all’utilizzo dell’anonimato sarebbe “solo un pretesto” per attacchi motivato “dal fatto che l’articolo è scomodo per la fazione filoamericana che domina la politica e la società italiana e per gli stessi americani”.

Il Global Times si chiede infine se “questi media”, cioè Formiche.net, “si stiano impegnando così tanto per ‘identificare questa persona’ al fine di ‘fare cyberbullismo’”.

Teniamo a rassicurare il Global Times ed Eusebio Filopatro: niente di tutto questo. Da osservatori, quanto più attenti possibile, abbiamo letto l’articolo e fatto qualche ricerca. Ma neppure oggi, dopo la nostra attenzione e la risposta della testata cinese, all’editoriale firmato Eusebio Filopatro è stata aggiunta una riga per avvertire il lettore della scelta dello pseudonimo e delle motivazioni della stessa (cosa che invece, i media occidentali, fanno sempre).

Intanto, sia Orsini sia Basile continuano a mettere la firma al fondo dei loro articoli pubblicati quasi su base quotidiana dal Fatto Quotidiano, che è – lo diciamo al Global Times che probabilmente non è stato informato di ciò dal suo editorialista – uno dei giornali italiani più diffusi. “Essendo Ferragosto, il lettore perdonerà l’ironia per riflettere criticamente sulle qualità intellettuali della classe dirigente dell’Unione europea nel momento più tragico della sua storia”, scriveva soltanto ieri Orsini. Perché fortunatamente l’Italia non è un Paese in cui le idee vengono represse. A differenza della Cina, dove il partito-stato “mantiene il controllo sulle notizie attraverso la proprietà diretta, l’accreditamento dei giornalisti, dure sanzioni per i commenti critici nei confronti dei leader del partito o del Partito comunista cinese e direttive quotidiane ai media e ai siti web che guidano la copertura delle breaking news” (Freedom House).

Nel frattempo, la firma Eusebio Filopatro è apparsa ieri sulla testata FarodiRoma, che spesso ospita editoriali critici verso gli Stati Uniti e la Nato, al fondo di un articolo sul golpe fallito – o simulato – di Yevgeny Prigozhin, fondatore del gruppo mercenario Wagner, in Russia.

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