Il diplomatico, già negoziatore per il nucleare iraniano, arriva da Parigi. Prima era stato rappresentante permanente alla Nato. Prende il posto di Elbling dal quale eredità il dossier del Piano d’azione bilaterale (firma attesa entro fine anno)

Nei giorni scorsi Hans-Dieter Lucas, 64 anni a ottobre, ha salutato Parigi preparandosi a raggiungere Roma. È il nuovo ambasciatore tedesco in Italia: a fine maggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva concesso il gradimento per la nomina.

Prende il posto di Viktor Elbling, arrivato a Roma a settembre 2018 e dal quale eredita un dossier cruciale per le relazioni bilaterali: la firma del Piano d’azione italo-tedesco entro fine anno in occasione di un vertice intergovernativo in Germania. Sono cinque i settori strategici di collaborazione previsti dal Piano d’azione e dalla dichiarazione d’intenti: crescita, competitività e occupazione; politica estera e di sicurezza; agenda verde e protezione climatica; Europa e Stato di diritto; cultura e società civile. Inoltre, verranno creati un format 2+2 con i ministri degli Esteri e della Difesa dei due Paesi, un Forum macroeconomico bilaterale tra quelli delle Finanze e un dialogo istituzionale sulle migrazioni tra i ministeri dell’Interno.

Lucas è nato a Jülich, nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Ha studiato storia, scienze politiche, legge e teologia cattolica all’Università renana Friedrich Wilhelm di Bonn e si è laureato con una tesi su politica e visione europea in Francia sotto il presidente Charles de Gaulle. È entrato in diplomazia nel 1985 e ha lavorato anche a Mosca e Washington. Negli anni Novanta è stato capo dell’ufficio personale del ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher e poi speechwriter del successore, Klaus Kinkel (entrambi esponenti di spicco dei liberali). A Berlino è stato, dal 2003 al 2006, capo della divisione per l’Europa centrale, sudorientale e orientale, Caucaso meridionale e Asia centrale del dipartimento per la politica estera e di sicurezza della cancelleria tedesca. Dal 2006 al 2010 è stato direttore per l’Europa orientale, il Caucaso e l’Asia centrale al ministero degli Esteri. Dal 2010 al 2011 è stato rappresentante tedesco al Comitato politico e di sicurezza dell’Unione europea. Dal 2011 al 2015 è stato direttore politico del ministero degli Esteri e con questo ruolo è stato il negoziatore dell’accordo sul nucleare iraniano. Dal 2015 al 2020 è stato rappresentante permanente della Germania presso la Nato. Nel 2020 è stato nominato ambasciatore della Germania in Francia e a Monaco.

Per guidare l’ambasciata tedesca a Parigi è stato nominato Stephan Steinlein, già segretario generale del ministero degli Esteri, diplomatico storicamente legato al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, di cui è stato capo dell’ufficio presidenziale federale.

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