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Verso il Piano nazionale chip. Ecco i fondi stanziati dal Cdm

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a 700 milioni di euro per la microelettronica istituendo un credito di imposta maggiorato per la ricerca e lo sviluppo nel settore dei semiconduttori. Dal Mur altri 30 milioni per la ricerca

Il decreto Asset varato ieri dal Consiglio dei ministri anticipa alcune misure urgenti del più vasto Piano nazionale per la microelettronica, destinando al settore circa 700 milioni di euro. In particolare viene istituito un credito di imposta maggiorato per la ricerca e lo sviluppo nel settore dei semiconduttori. Viene cofinanziata la Chips Joint Undertaking, iniziativa pilota promossa tramite il Chips Act europeo che sosterrà tutte le misure di ricerca accademica e industriale nella microelettronica e le cui prime call avverranno in autunno.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, è atteso per la presentazione del Piano nazionale per la microelettronica nelle prossimi settimane. Gli obiettivi sono sostanzialmente tre: attrarre dall’estero le imprese del comparto più innovative, favorire la produzione interna, difendere la sovranità tecnologica.

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato lo stanziamento di 30 milioni in cinque anni di ulteriori fondi da parte del ministero dell’Università e della ricerca quale contributo italiano per anticipare alla realizzazione del Chips Act europeo. È una delle misure contenute nel Decreto approvato nella seduta di oggi del Consiglio del Ministri che, accanto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo nella microelettronica e all’istituzione di un Comitato tecnico per la microelettronica presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (composto da un rappresentante dello stesso ministero Ministero delle imprese e del made in Italy, da un rappresentante del ministero dell’Economia e delle finanze e da uno del ministero dell’Università e della ricerca).

Le risorse messe a disposizione supporteranno i progetti dei ricercatori per accedere ai co-finanziamenti europei del Chips Act sulle ricerche più innovative e con implicazioni di mercato. Inoltre, queste risorse garantiranno il sostegno a un fondamentale investimento fatto dall’Italia e dal ministero dell’Università e della ricerca sui semiconduttori – l’ecosistema di ricerca di Catania – sviluppato dal Consiglio nazionale delle ricerche, dall’università e da privati come STMicroeletronics e Lpe-Asm.

“I 30 milioni stanziati dal Mur per i prossimi 5 anni, insieme ai 150 milioni previsti dal Fondo italiano per la scienza applicata, contribuiranno a migliorare e a sostenere la posizione dell’Italia nel settore strategico dei microchips, su cui si gioca la guida tecnologica europea”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca. “Il contributo italiano sarà determinante per rafforzare le capacità dell’Europa nell’industria globale dei semiconduttori”, ha aggiunto.

Il Consiglio dei ministri ha anche deliberato, al fine di favorire gli investimenti pubblici e privati, l’estensione a 10 anni del termine per il recupero degli incentivi per le grandi imprese, al fine di contrastarne la delocalizzazione. Inoltre, per gli investimenti esteri pari ad almeno un miliardo di euro, riconosciuti di preminente interesse strategico nazionale dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata introdotta la possibilità di nominare un commissario straordinario di governo che, anche avvalendosi dell’Unità di missione attrazione sblocco degli investimenti, assicura il coordinamento e l’azione amministrativa necessaria per la tempestiva ed efficace realizzazione.

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