Skip to main content

Così la Cia prova a reclutare funzionari russi. Ecco il nuovo video

Già a maggio Langley aveva diffuso un filmato per convincere i delusi dalla guerra di Putin a mettersi in contatto. Come ha spiegato il direttore Burns, il conflitto in Ucraina è un’occasione unica per il servizio di human intelligence (come la rivoluzione ungherese del 1956 o la Primavera di Praga del 1968)

La Central Intelligence Agency ha pubblicato un nuovo video per provare a reclutare agenti in Russia. È la dimostrazione dell’occasione offerta dalla guerra in Ucraina ma anche della centralità del ruolo pubblico dell’intelligence in questo fase.

Il video si in titola “Perché ho preso contatto con la Cia – per me stesso” e mostra quello che dovrebbe essere un funzionario russo che cammina nella neve di quella che sembra una città russa. “Ho insistito con tutti sul fatto che non era serio distorcere la verità nei rapporti, ma coloro che hanno scalato i ranghi sono stati coloro che hanno fatto proprio questo”, dice la voce fuori campo in russo. “Prima credevo che la verità avesse un valore”, e l’attore che interpreta un funzionario russo entra in un edificio governativo mostrando il suo pass sopra l’aquila bicipite della Russia. “Quelli che ti circondano possono non voler sentire la verità. Ma noi sì”, continua il video prima di illustrare i modi per contattare Langley. “L’integrità ha una ricompensa”.

Non è una novità per la Cia: aveva pubblicato un video simile a maggio. Nelle scorse settimane il direttore, William Burns, aveva spiegato che la disaffezione della popolazione russa verso la leadership di Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina “crea un’opportunità che capita una sola volta in una generazione per noi della Cia, che siamo un servizio di human intelligence”. Proprio come la rivoluzione ungherese del 1956 repressa nel sangue dalle truppe sovietiche o la Primavera di Praga del 1968, che hanno spinto funzionari del Blocco orientale a disertare per l’Occidente o a spiare.

Nei giorni scorsi la risposta di Mosca. Il servizio di intelligence esterna della Russia (Svr) non rimarrà mai senza l’assistenza di persone “ideologicamente vicine alla Russia”, ha detto direttore dell’agenzia, Sergej Naryshkin.

×

Iscriviti alla newsletter