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Perché la situazione nei Balcani è critica. Parla Lord Peach (inviato britannico)

“Dobbiamo incoraggiare un ritorno al dialogo interstatale e alla normalità”, spiega l’ex capo della difesa di Londra sottolineando l’importanza del rapporto anglo-italiano in materia di sicurezza. “I miei più calorosi auguri”, aggiunge, all’ammiraglio Cavo Dragone che prenderà il posto di presidente del Comitato militare Nato da lui occupato dal 2018 al 2021

“La situazione nella penisola balcanica è estremamente critica”, dice Lord Peach, inviato speciale per i Balcani occidentali del primo ministro britannico. Royal Air Force, già capo della difesa britannica dal 2016 al 2018 presidente del Comitato militare Nato dal 2018 al 2021, Lord Peach, Stuart William Peach, parla con Formiche.net delle sfide nella regione, del mondo in disordine e del rapporto bilaterale tra Italia e Regno Unito.

Come affrontare le sfide nella regione?

Dobbiamo lavorare come comunità internazionale, con i nostri amici e partner, in particolare con il Regno Unito e l’Italia. Voi siete Paesi vicini e il Regno Unito è molto sensibile al tema della sicurezza e della difesa. Dobbiamo incoraggiare un ritorno al dialogo interstatale e alla normalità, anche con l’Unione europea, con il sostegno degli Stati Uniti e del Regno Unito. Non dobbiamo tornare alle divisioni degli anni Novante e a tutte le difficoltà sulle questioni etniche che abbiamo visto in quel conflitto. È quindi giusto prestare attenzione alla regione e sostenere la Nato e la sua missione in Kosovo. In questo senso, mi congratulo in particolare con la leadership del generale Angelo Michele Ristuccia che ha passato il consegnato della Kfor, la più grande missione di peacekeeping Nato su mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Allo stesso modo, il Regno Unito continuerà a sostenere un contesto di sicurezza in Bosnia-Erzegovina. Sosteniamo fortemente l’Ufficio dell’Alto Rappresentante e l’Alto Rappresentante stesso, Christian Schmidt. È importante mostrare solidarietà con i nostri amici e alleati europei e sostenere le missioni dove esistono, perché sono necessarie più che mai per garantire un ambiente sicuro e protetto, per evitare che i Balcani tornino a essere quelli di un tempo.

Come possono lavorare assieme Unione europea e Nato?

È importante non vederla come una competizione tra l’Unione europea e la Nato. È un luogo di cooperazione. La missione in Bosnia-Erzegovina è guidata dall’Unione europea ma è sostenuta dalla Nato. È una missione Berlin Plus. Non è una competizione. L’obiettivo è sostenere un contesto di sicurezza, in modo che il popolo della Bosnia-Erzegovina possa realizzare la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani e possa effettivamente entrare a far parte della famiglia dell’Unione europea attraverso l’adesione. E il governo del Regno Unito sostiene questo obiettivo.

Qual è la situazione nella regione?

La situazione è sempre determinata dagli eventi e dall’ambiente esterno. E noi continuiamo a chiedere il dialogo ogni volta che accade un evento che crea difficoltà in qualsiasi Paese si trovi. Nello specifico, continuiamo a condannare i recenti attacchi nel nord del Kosovo, assicurandoci che le indagini della polizia proseguano e che si continui a sostenere lo stato di diritto e lo sviluppo delle forze di polizia, senza necessariamente cercare di sostituire le forze militari. È un punto molto importante: dobbiamo tornare alla normale attività di polizia.

Definirebbe lo scenario attuale come “poli-crisi”?

Non voglio entrare in un vero e proprio dibattito intellettuale sul tipo di mondo in cui ci troviamo. Uso la parola “disordine” perché non tutte le crisi sono nuove, molte esistono da decenni. E molte di esse si scaldano e si raffreddano, si riscaldano e si raffreddano. Capisco che molti think tank, giornalisti e commentatori amino coniare nuove espressioni. Io mi limito a osservare che il mondo è in grande disordine. Per questo, abbiamo bisogno che i nostri amici rimangano uniti e cerchino di fare del loro meglio per ripristinare la pace e la sicurezza ovunque sia possibile.

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale capo di stato maggiore della Difesa, sarà il prossimo presidente del Comitato militare Nato. Un consiglio da ex?

Siamo vecchi amici. Mi limito ad inviargli le mie più vive congratulazioni e i miei più calorosi auguri in qualità di ex presidente del Comitato militare. Sono molto orgoglioso di aver deciso di cambiare il titolo da “chairman” a “chair” per dimostrare come l’alleanza continui a modernizzarsi. Mi congratulo con l’Italia per la sua prossima presidenza e spero di incontrare nuovamente l’ammiraglio nel suo attuale e importantissimo lavoro di Capo di Stato Maggiore della Difesa. E vorrei sottolineare che sulle questioni di sicurezza difensiva il Regno Unito e l’Italia sono molto vicini e ottimi partner, ora e in futuro. Il clima di amicizia e cooperazione tra il Regno Unito e l’Italia sui temi della difesa e della sicurezza è davvero importante.

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