Pyongyang ha messo in orbita un satellite spia, ufficialmente per la ricognizione, impiegando come vettore un razzo la cui tecnologia è compatibile con quelli balistici. Il lancio, oltre ad aver alzato il livello della tensione in tutta l’area dell’Indo-Pacifico, sarebbe in violazione delle risoluzioni Onu che proibiscono alle nazioni lo scambio di tecnologia missilistica, mentre si sospetta dietro al lancio l’aiuto di Mosca

Kim Jong-un ha messo in orbita il suo satellite il cui scopo sarebbe spiare le basi statunitensi nell’Indo-Pacifico. Malligyong-1, questo il nome del satellite, è stato messo in orbita dalla Corea del Nord con il dichiarato intento di fornire dati d’Intelligence attraverso la ricognizione della regione. Secondo i media di Stato nordcoreani, tra l’altro, il satellite avrebbe già inviato delle immagini delle basi militari Usa a Guam, che sarebbero state visionate da Kim Jong Un. Le fonti occidentali non sono ancora in grado di stabilire se effettivamente il satellite sia funzionante, e persino se sia effettivamente entrato in orbita. Gli esperimenti precedenti si erano infatti conclusi con un letterale buco nell’acqua, con i sistemi lanciati da Pyongyang si sono schiantati nel Pacifico.

La reazione dei vicini

Se alcuni elementi del lancio restano incerti, non ci sono invece dubbi che Pyongyang veda lo sviluppo di infrastrutture spaziali come un obiettivo importante e che oggi possieda delle solide capacità di lancio di satelliti. In risposta a questa azione la Corea del Sud ha chiesto agli Stati Uniti di pianificare delle esercitazioni bilaterali in modo da essere pronti a rispondere a qualsiasi forma di provocazione nordcoreana. Nella regione del Pacifico anche il Giappone si sente minacciato e congiuntamente con l’alleato americano e della Corea del Sud hanno schierato in anticipo il sistema di combattimento navale vicino alla rotta di volo per rilevare e tracciare congiuntamente il satellite.

Le capacità spaziali di Pyongyang

Il Programma spaziale della Corea del Nord è strettamente legato alla sua volontà di sviluppare tecnologie legate alla missilistica. Dopo anni di tentativi di lancio di satelliti e la riuscita nel 2012, una svolta arriva nel 2017 anno in cui il Paese afferma di aver testato con successo un missile balistico intercontinentale che avrebbe avuto il potenziale di raggiungere gli Stati Uniti. Ma la volontà di sviluppare dei satelliti militari da ricognizione era stata espressa da Kim Jong Un già nel 2021 in un congresso del partito. Da allora gli sforzi dell’Amministrazione nazionale per lo sviluppo aerospaziale nordcoreana si sono focalizzati sulla costruzione di questo tipo di tecnologia. Il lancio di Malligyong-1 è avvenuto dopo due tentativi fallimentari di maggio e agosto ed è stato confermato anche dallo Stato maggiore della Difesa della Corea del Sud.

Il supporto russo

Il lancio del satellite ha visto anche il supporto russo, a confermarlo il presidente della commissione Intelligence dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud, Yoo Sang-bum, al termine di una audizione a porte chiuse con i vertici dell’intelligence nazionale.Già lo scorso settembre durante un incontro tra Putin e Kim Jong Un, la Russia aveva reso pubblica la volontà di supportare Pyongyang nella costruzione di satelliti e di razzi. Secondo fonti dell’Intelligence sudcoreana, sembra che dall’incontro settembrino tra i due leader, i dati dei due lanci fallimentari di maggio e agosto siano stati analizzati da operatori russi. E in aggiunta al lancio di Malligyong-1, sembra che anche qui ci sia stato il supporto della Federazione, ma in termini ancora da chiarire.

La condanna internazionale

Il lancio del satellite spia è stato fermamente condannato dall’Unione europea per la minaccia che rappresenta alla pace e alla sicurezza internazionale. L’approccio multilaterale allo spazio è sempre stato volto al suo uso pacifico, così com’è anche descritto nell’art.4 del Trattato sullo spazio-extra atmosferico che “vieta l’utilizzo di qualsiasi arma di distruzione massa e la costruzione di basi militari”. Anche le Nazioni Unite hanno condannato l’attività nordcoreana che viola delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul lancio di satelliti militari con questo tipo di tecnologie offensive. Sotto la lente di ingrandimenti internazionale c’è l’incremento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang e lo scambio di attrezzature militari e missilistiche, ma anche lo sviluppo del programma di armi nucleari della Corea del Nord. La ripresa del dialogo nei consessi internazionali di Pyongyang è fondamentale per garantire future escalation. Il lancio di Malligyong-1, infatti, apre le porte alle politiche di difesa spaziali e in questo l’Ue ha affermato che, in linea con la recente strategia spaziale adottata, l’Europa userà tutti gli strumenti disponibili per prevenire, scoraggiare e, se necessario, rispondere adeguatamente a eventuali minacce spaziali.

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