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La Guerra fredda non è mai finita. Vecchiarino spiega perché

“La Guerra Fredda non è mai finita. Storie di agenti segreti e cyberspie” edito da Rubbettino e scritto da Domenico Vecchiarino è un volume che racconta tutte le storie di spionaggio avvenute dal 1989 a oggi. In questi anni la guerra di spie non si è mai fermata, anzi è cresciuta, nonostante nei primi anni Novanta si fosse creato un clima pacifico di collaborazione tra gli ex nemici…

Venerdì 1° dicembre è uscito nelle librerie il nuovo libro di Domenico Vecchiarino, “La Guerra Fredda non è mai finita. Storie di agenti segreti e cyberspie”, edito da Rubbettino.

In questo volume l’autore racconta le storie di spionaggio avvenute dalla caduta del Muro di Berlino ad oggi raccolte in episodi, da quelle più famose a quelle meno conosciute che negli ultimi anni hanno occupato le prime pagine dei giornali e dei telegiornali di tutto il mondo. Storie di spie che, tra inganni e doppi giochi, calano il lettore in un mondo di segreti dove non valgono più le vecchie regole non scritte dello spionaggio, non è più il mondo dei galantuomini, vale solo una regola: “il nemico del mio nemico è mio amico”.

All’indomani della caduta del Muro di Berlino si diffuse negli Stati Uniti d’America un senso di grande euforia: gli States, insieme agli alleati europei, avevano vinto la Guerra fredda. Il politologo americano Francis Fukuyama profetizzò addirittura l’imminente «fine della storia», riferendosi al fatto che il crollo del comunismo sovietico e la fine della contrapposizione tra Est e Ovest avrebbero portato all’affermazione graduale della democrazia liberale e del capitalismo in tutte le nazioni del pianeta. Ma non è stato così. La sua profezia è stata smentita dai fatti. In poco più di trent’anni, infatti, il mondo ha attraversato alterne fasi storiche nelle quali il sistema di relazioni internazionali è cambiato improvvisamente e molto velocemente.

In questo trentennio sono emerse nuove minacce globali che hanno destabilizzato il pianeta: guerre religiose ed etniche, generatrici di fenomeni terroristici, che hanno insanguinato e terrorizzato l’Occidente; guerre economiche per il controllo delle risorse energetiche e delle terre rare; guerre finanziarie, guerre dei brevetti e delle tecnologie iniziate con l’avvento rivoluzionario di internet e giunte oggi alle lotte per il dominio dell’intelligenza artificiale; e infine lo scoppio della guerra in Ucraina, evento che ha aperto una frattura ancora più ampia nello scenario geopolitico mondiale già precario, alterando l’equilibrio dei poteri.

Domenico Vecchiarino in questo libro analizza nel dettaglio proprio questi eventi, in particolare tutte le storie di spionaggio avvenute dal 1989 a oggi, facendo notare che in questi anni la guerra di spie non si è mai fermata, anzi è cresciuta, nonostante nei primi anni Novanta si fosse creato un clima pacifico di collaborazione tra gli ex nemici. Rispetto alla Guerra fredda le operazioni di spionaggio sono drammaticamente aumentate, segno inequivocabile che la contrapposizione non è mai finita.

L’autore, come in un vero romanzo di spionaggio, ci fa ripercorrere gli ultimi trent’anni di storia narrando le vicende delle spie russe Vasilij Mitrokhin e Robert Hanssen, gli avvelenamenti di Aleksandr Litvinenko e Sergej Skripal, la caccia a Osama bin Laden e Imad Mughniyeh, le operazioni dell’Unità 29155 del GRU, la guerra segreta tra Iran e Israele, la storia di Walter Biot e le operazioni di spionaggio della Russia in Italia, Stuxnet, gli altri attacchi informatici e i casi più importanti di spionaggio industriale.

Racconti che si leggono tutti d’un fiato nei quali vengono descritti eventi, dettagli, biografie e aneddoti delle spie e delle operazioni che hanno contraddistinto questi ultimi trent’anni tra terroristi, cyberspie, agenti segreti doppi e tripli, attacchi alle infrastrutture critiche e spionaggio industriale, in un vorticoso percorso fatto di guerre, inganni e sotterfugi, con vecchi fantasmi tornati dal passato a regolare i conti in sospeso in questa nuova Guerra Fredda.

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