Come Italia riteniamo prioritario che la Cop28 porti a risultati concreti, e sempre più urgenti, per intraprendere un processo di transizione che sia effettivo e proficuo per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. La transizione ecologica è strettamente connessa a quella economica e sociale e non può che coinvolgere tutti, innanzitutto i giovani. L’intervento del ministro dell’Ambiente pubblicato nel prossimo numero della Rivista Formiche

Dopo la Cop27, che ha fortemente privilegiato le discussioni e le decisioni legate al tema del finanziamento per il clima e lasciato indietro temi importanti quali la riduzione per le emissioni e l’adattamento, il negoziato alla Cop28 è particolarmente rilevante per decidere sul “bilancio globale”. Il Global stocktake (Gst), un processo per rivedere e valutare quanto è stato fatto collettivamente fino a oggi. È pensato per aiutare le parti a rivedere i propri impegni nazionali e intraprendere azioni ambiziose nei tre pilastri dell’accordo: riduzione delle emissioni per contenere l’aumento della temperatura entro la soglia critica di 1,5 gradi, adattamento e finanza per il clima.

Proprio per la sua natura trasversale, auspichiamo che la decisione sul Gst diventi anche lo spazio nel quale discutere i temi più generali ma di importanza fondamentale, come quello della transizione energetica, stabilendo l’obiettivo globale di triplicare le fonti rinnovabili e duplicare gli sforzi per l’efficienza energetica al 2030. Un altro tema rilevante riguarda la creazione di un fondo loss & damage. Lo scorso anno alla Cop27 è stato istituito un comitato per discutere e definire canali e modalità per finanziare perdite e danni attraverso una pluralità di soluzioni, compreso un nuovo fondo dedicato ad assistere i Paesi più vulnerabili. Il comitato sottopone alla Cop28 delle raccomandazioni, frutto di un compromesso tra posizioni molto divergenti, sui principali aspetti del futuro fondo, che presumibilmente verranno accettate per evitare di riaprire questioni di sostanza sull’argomento.

Rispetto al tema dell’adattamento, alla Cop28 si parlerà di un quadro di riferimento con indicatori quantitativi per identificare un obiettivo globale e come raggiungerlo. In tale contesto è molto forte la pressione per cui tale obiettivo venga definito anche da un punto di vista finanziario. La richiesta di raddoppiare la finanza per l’adattamento, concordata alla Cop26 dai Paesi sviluppati rimane, anche in questo contesto, al centro del dibattito. Come Italia ci auguriamo che questo processo sia utile soprattutto a definire i passi necessari per rafforzare i processi di pianificazione e monitoraggio dell’adattamento e per integrare la resilienza climatica in ogni decisione di investimento.

Forti pressioni si registrano anche per un risultato sostanziale rispetto al nuovo obiettivo finanziario globale post-2025, sebbene la decisione che definisce l’obiettivo sia prevista per la Cop29. Il processo tecnico e politico iniziato nel 2022 ha sviscerato molti degli aspetti che concorreranno a formare tale obiettivo, con elementi quantitativi e qualitativi. Tuttavia alcune decisioni sostanziali prese quest’anno potrebbero influenzare o svuotare di significato la decisione finale.

Un tema caro all’Italia riguarda il miglioramento del sistema finanziario: è necessario trasformarlo per rendere coerenti tutti i flussi finanziari con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Questo tema sembra non avere ancora lo spazio che meriterebbe all’interno dell’agenda di discussione della Cop28. Accanto a tali temi prettamente negoziali, l’agenda globale sul clima prevede discussioni per accelerare la transizione energetica globale; riorganizzare l’architettura finanziaria globale per aumentare i finanziamenti per il clima (in particolare per i Paesi più vulnerabili); trasformare i sistemi alimentari per azzerarne le emissioni nette e aumentarne la resilienza; su come affrontare l’instabilità e l’insicurezza legate al clima e per integrare altri temi come la deforestazione, la protezione della natura e della salute umana nel contesto della lotta ai cambiamenti climatici.

Come Italia riteniamo prioritario che la Cop28 porti a risultati concreti, e sempre più urgenti, per intraprendere un processo di transizione che sia effettivo e proficuo per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. La transizione ecologica è strettamente connessa a quella economica e sociale e non può che coinvolgere tutti, innanzitutto i giovani. L’Italia sta investendo risorse significative e mobilitando competenze di alto livello per sostenere i giovani nell’azione per il clima. In particolare tramite l’iniziativa Youth4Climate e il programma avviato dalla presidenza Cop28 per i giovani delegati, stiamo assistendo a notevoli progressi nella promozione di un coinvolgimento più ampio e inclusivo dei giovani.

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