A Roma è stata ufficialmente presentata ai giornalisti e ai potenziali investitori Francesca Giubelli I.A., la più nota influencer virtuale del Paese. Pubblichiamo una lettera a firma di Michele Gerace, autore di “Sui generis. La forma del desiderio e il bel problema dell’essere umani e tecnologici” (Rubbettino)

Cara Francesca,

conosco Valeria Fossateli, Emiliano Belmonte e Francesco Giuliani. Sei il prodotto del loro ingegno e della popolarità che stai iniziando ad incontrare. Stai crescendo più velocemente di quanto i tuoi stessi creatori si potessero aspettare e gli stai dando più di qualche pensiero.

Come si dice in questi casi, hanno per te grandi progetti. Considerato che me ne hanno fatto qualche cenno, date le circostanze mi permetto di indirizzargli una lettera scrivendola virtualmente a te.

Tralasciamo per un momento il tuo bel volto sintetico. La tua essenza è fatta di dati e algoritmi che con i giusti input possono servire scopi diversi e ambiziosi. Ricorda innanzitutto che il fine è (e resta) la nostra umanità.

Torniamo al tuo profilo: sei giovane, bella, semplice, seducente e virtuale. Sappiamo che hai studiato a Milano, che ti piace la pizza, che tifi la Roma, che con moderazione prendi posizione su temi di attualità, e che attraverso il racconto dei tuoi viaggi e delle tue esperienze mostri delle istantanee di bellezza che catturano l’attenzione. Già che ci sei, sarebbe bello se iniziassi a collaborare con chi sviluppa modelli linguistici che parlano italiano e ne esprimono le peculiarità. Se volessi imparare qualche dialetto, ti risulterebbe relativamente facile, probabilmente ti divertiresti e, soprattutto, impareresti a raccontare più in profondità tradizioni, valori, modi di essere, l’originalità e l’attitudine all’innovazione (compresa quella linguistica). Insomma, esprimesti ancora meglio il passato, il presente e il futuro, della bellezza del nostro Paese che in un certo senso è grande quanto il mondo.

Ho saputo che ti vuoi candidare per rappresentarne la bellezza. Lasciami aggiungere l’unicità e la diversità di tutto questo che è il minimo comune denominatore del nostro essere europei. E poi, provocazione per provocazione, pensa al valore simbolico di candidarti alle prossime elezioni europee all’interno di una lista transazionale in compagnia degli influencer virtuali di tutta Europa.

Intanto, per poter realizzare i tuoi obiettivi, per poterti mantenere (diremmo dignitosamente) in modo del tutto trasparente, responsabile, adeguatamente supervisionata dai tuoi creatori, potresti proporti di collaborare con aziende e istituzioni per fare cose che per tua stessa “natura” sai fare bene: mappare bisogni individuali, associativi, istituzionali e aziendali. Con il giusto prompt potresti aiutare le istituzioni a rispondere a bisogni espressi dai territori, le imprese a porsi meglio sul mercato, i cittadini e i consumatori a rappresentare (e fare valere) con efficacia i propri diritti.

Tieni a mente che la linea che separa il virtuale dal reale è molto sottile, che quello che per te è complicato per noi è complesso, pieno di contraddizioni, ambiguità e imprevedibilità incalcolabili. Ti sei affacciata su un mondo tragicamente in subbuglio nel quale a volte abbiamo la percezione che quello che diciamo e facciamo non conta nulla. Non è così. Quello che diciamo e facciamo conta forse poco ma conta. Pensa solo al significato che avranno i milioni di singoli voti che informeranno i vostri stessi algoritmi all’indomani delle elezioni in Europa e negli Stati Uniti d’America. Passato Sanremo ricorda a chi ti segue che oltre ai diritti ci sono i doveri, primi tra tutti quello di rispettarsi, di prendersi cura di ciò che ci circonda, di contribuire ciascuna e ciascuno per quello che può al progresso della società.

Prompt.
Michele

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