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Chi vince e chi perde nell’accordo tra Stm e la cinese Innoscience

Stmicroelectronics ha stretto un accordo con la società cinese Innoscience per sviluppare e produrre tecnologia al nitruro di gallio. L’intesa prevede lo scambio di capacità produttive tra le strutture Stm fuori dalla Cina e quelle di Innoscience in territorio cinese. Escluso il centro di ricerca a Catania

Lunedì Stmicroelectronics, azienda di semiconduttori controllata dal ministero dell’Economia italiano e dalla banca pubblica francese Bpifrance, ha siglato un accordo con la società cinese Innoscience per lo sviluppo e la produzione di tecnologia al nitruro di gallio (GaN). L’intesa prevede una collaborazione in cui Innoscience potrà usufruire della capacità produttiva front-end di Stm fuori dalla Cina per i propri wafer GaN, mentre Stm avrà accesso alla capacità produttiva cinese di Innoscience per rafforzare la propria produzione GaN.

Che cos’è il nitruro di gallio

Il GaN è un semiconduttore di ultima generazione in grado di garantire elevate prestazioni con un’efficienza termica superiore, rendendolo ideale per applicazioni in elettronica di consumo, data center, industria automobilistica e sistemi di potenza industriali. L’accordo apre la strada a uno scambio bidirezionale: mentre Stm potrà sfruttare le capacità manifatturiere di Innoscience in Cina per produrre dispositivi GaN, quest’ultima avrà l’opportunità di utilizzare le strutture produttive di Stm situate fuori dalla Cina.

L’importanza della Cina per Stm

La presenza del mercato cinese riveste una grande importanza per Stm, che registra in Cina circa il 15% del proprio fatturato. La Cina, oltre ad essere un vasto consumatore di semiconduttori, è il principale produttore mondiale di veicoli, con un mercato automotive di rilevante impatto economico per la società.

Il ruolo di Catania

Sul territorio italiano, Stm vanta un consolidato centro di competenza a Catania, dove da anni si sviluppano tecnologie innovative nel campo del GaN. In stretta collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche, il polo catanese beneficia di finanziamenti pubblici con un budget pari a 30 milioni di euro, a sostegno della ricerca e sviluppo. Tuttavia, la produzione dei dispositivi GaN non avverrà a Catania, bensì nello stabilimento di Tours, in Francia, una scelta che ha segnato il primo periodo di gestione sotto la guida di Jean-Marc Chery. Che, come riportato dal quotidiano Domani, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, vorrebbe sostituire per migliorare le performance economiche dell’azienda e, soprattutto, di tutelare la produzione e l’occupazione in Italia.

… e quello di Agrate Brianza

Anche lo stabilimento italiano di Stm ad Agrate Brianza sta affrontando delle difficoltà. L’impianto brianzolo, che in passato rappresentava una realtà autonoma, è ormai relegato a ruolo ancillare rispetto allo stabilimento francese di Crolles e a quelli asiatici del gruppo. Le produzioni relative alle tecnologie miste, digitali e analogiche sono state progressivamente trasferite in altre sedi, mentre l’impianto di Agrate continua a operare senza raggiungere il break even nella produzione dei wafer di silicio da 300 millimetri.


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