Sono stati i captatori del centro Ue di Ispra a rilevare frequenze sospette. “La dinamica del sorvolo va ancora accertata, ma sappiamo che simili attività russe sono molto comuni in Germania sulle basi militari e in altri Paesi, quindi è un’ipotesi realistica”, commenta l’analista
“La dinamica del sorvolo va ancora accertata, ma sappiamo che simili attività russe sono molto comuni in Germania sulle basi militari e in altri Paesi, quindi è un’ipotesi realistica”. A commentare il caso del drone sul Joint Research Centre di Ispra (Varese) è Matteo Pugliese, analista di Debunk.org. ”Non mi stupirebbe neanche se il drone di Ispra fosse partito dalla vicina Svizzera. In ogni caso, serve alzare l’attenzione sulla guerra ibrida russa che si serve di sabotaggi e azioni cinetiche, oltre che della manipolazione informativa”, aggiunge a Formiche.net.
Le frequenze sospette
Nessuno ha visto il drone volare sul Joint Research Centre di Ispra (Varese). Ma i captatori del centro della Commissione europea sulle sponde del Lago Maggiore, che rilevano le onde radio, hanno registrato frequenze associabili come fonte a un dispositivo di fabbricazione russa. Lo hanno spiegato fonti investigative citate dall’agenzia Ansa, che aggiungono che sono stati registrati cinque sorvoli recenti di quel drone e nell’arco in totale di cinque, sei giorni.
Il fascicolo aperto
La Procura di Milano ha aperto ieri un fascicolo per “spionaggio politico o militare”, reato punito da 15 anni fino all’ergastolo, aggravato dalla finalità di terrorismo con “grave danno” all’Italia. Il sospetto è che si tratti di un’attività portata avanti da una “mano italiana” e filorussa. Un po’ come accaduto con i due imprenditori monzesi, accusati a novembre di spionaggio a favore della Russia, che si erano fatti avanti con l’intelligence di Mosca, tramite la mail istituzionale, offrendo informazioni sulla città di Milano in cambio di bitcoin.
Le parole del governo
“Le indagini sono in corso se ne sta occupando l’autorità giudiziaria competente quindi ci sono degli accertamenti ancora da fare”, ha dichiarato Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ieri sera a Cinque minuti su Rai Uno. “Il contesto è molto significativo, non sembrerebbe che siano stati violate, in qualche modo attinte notizie che avessero caratteristiche di riservatezza, ma c’è ancora molta attenzione da parte dell’autorità giudiziaria e degli inquirenti, ha aggiunto. “Vedremo gli sviluppi”, ha commentato Guido Crosetto, ministro della Difesa. Poi ha aggiunto: “È in corso una guerra ibrida. Pericolosa quanto sotterranea, costante e asfissiante quanto quotidiana, che è fatta da un mix di attacchi cyber mirati, reclutamento di ‘attivisti’ (traduco: persone a libro paga di potenze o entità straniere e ostili), scientifiche e massicce campagne di disinformazione di massa, furti di tecnologie e brevetti militari e industriali, più molti altri atti ostili, perpetrati da più attori, statuali e non”.