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Cosa c’è in ProtectEU, la strategia Ue contro le nuove minacce

La Commissione europea punta a un “cambiamento culturale sulla sicurezza interna, con un approccio che coinvolga l’intera società: cittadini, imprese, ricercatori e società civile”. Tra i punti: nuovi strumenti contro la criminalità al servizio degli Stati ostili, potenziamento di Europol e Frontex e un hub per i cavi sottomarini

“Il confine tra minacce ibride e guerra aperta sono sfumati” con la “campagna ibrida online e offline” della Russia “contro l’Unione europea e i suoi partner” in corso. È quanto si legge nella comunicazione sulla strategia di sicurezza interna europea ProtectEu che la Commissione europea ha presentato ieri. Per questo, l’esecutivo ha intenzione di rafforzare le misure di polizia contro le minacce provenienti da potenze straniere, come la Russia, che collaborano con le reti criminali.

La criminalità come proxy

Il documento afferma che gli Stati stranieri utilizzano la criminalità organizzata come “servizio” e proxy per “cercare di infiltrarsi e di interrompere le nostre infrastrutture critiche e le nostre catene di approvvigionamento, di rubare dati sensibili e di posizionarsi per ottenere la massima interruzione in futuro”. Date queste circostanze, “la capacità dell’Unione di anticipare, prevenire e rispondere alle minacce alla sicurezza deve essere potenziata”, si legge nella proposta della Commissione. La strategia propone di estendere alle reti criminali il regime sanzionatorio dell’Unione europea, che attualmente riguarda terroristi e altri attori stranieri, e di istituire “un nuovo sistema a livello Ue per tracciare i profitti della criminalità organizzata e il finanziamento del terrorismo”, dando alle forze dell’ordine un maggiore accesso alle transazioni bancarie dei sospetti. Ci sono però alcune misure, tra cui quelle che rendono i poteri antiterrorismo applicabili ad altre questioni di sicurezza interna, che potrebbero essere osteggiate dai governi più “liberali”.

Una nuova cultura

In generale, la strategia “mira a promuovere un cambiamento culturale sulla sicurezza interna, con un approccio che coinvolga l’intera società coinvolgendo cittadini, imprese, ricercatori e società civile”. La sicurezza, si legge nella nota, “è uno dei prerequisiti chiave per società aperte e dinamiche e un’economia fiorente”. Per questo, l’iniziativa è stata pensata “per affrontare meglio le minacce alla sicurezza come il terrorismo, la criminalità organizzata, la crescente criminalità informatica e gli attacchi contro le nostre infrastrutture critiche”.

Novità anche per le agenzie

Previsto anche un nuovo mandato per Europol, che la trasformi in un’agenzia di polizia realmente operativa, e il rafforzamento di Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), Eurojust (Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale) ed Enisa (Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza), assicurando la garanzia di una stretta collaborazione tra le agenzie. Inoltre, a breve il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero concludere i negoziati sul quadro anticorruzione aggiornato proposto dalla Commissione e la Commissione presenterà una strategia anticorruzione per promuovere l’integrità e rafforzare il coordinamento tra tutte le autorità e le parti interessate in questo settore.

Un hub per i cavi sottomarini

Con ProtectEU verrà rivisto il Cyber Security Act. “Aiuteremo gli Stati membri a implementare le nuove norme sulle infrastrutture critiche e rafforzeremo la sicurezza dei trasporti”, ha detto Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea (foto), nella conferenza stampa di presentazione della strategia. La stessa ha annunciato il lancio di “un nuovo hub regionale baltico per integrare la sorveglianza dei cavi sottomarini, una risposta diretta alle crescenti vulnerabilità nelle nostre infrastrutture digitali e critiche”. “Un’altra priorità fondamentale di questa strategia è ridurre la dipendenza dell’Unione europea dalle tecnologie dei Paesi terzi, soprattutto in settori strategici, come nell’intelligenza artificiale quantistica e anche nella crittografia post-quantistica. Ciò è fondamentale per garantire il nostro futuro digitale e l’autonomia tecnologica”, ha aggiunto.


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