Donald Trump ha annunciato la chiusura totale dello spazio aereo sopra e attorno al Venezuela, intensificando la pressione su Nicolás Maduro dopo mesi di attacchi statunitensi a presunte imbarcazioni di narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi. La decisione arriva mentre Washington valuta operazioni terrestri e la Faa avverte di una situazione di sicurezza sempre più instabile
Nuovi segnali suggeriscono una possibile escalation in Venezuela. Poche ore fa il presidente Usa Donald Trump ha annunciato la chiusura totale dello spazio aereo sopra e intorno al Venezuela, una decisione comunicata direttamente tramite un post su Truth Social. “A tutte le compagnie aeree, piloti, trafficanti di droga e trafficanti di esseri umani: considerate LO SPAZIO AEREO SOPRA E ATTORNO AL VENEZUELA CHIUSO COMPLETAMENTE”, ha scritto il presidente statunitense, senza fornire ulteriori dettagli.
La dichiarazione arriva in un momento di crescente pressione degli Stati Uniti sul governo del Paese sudamericano guidato da Nicolás Maduro. Nelle ultime settimane, l’amministrazione Trump ha intensificato le operazioni militari contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico, con almeno 21 attacchi condotti da settembre e 83 persone uccise. Parallelamente, si è registrato un significativo rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione.
Trump ha inoltre autorizzato operazioni coperte della Cia in Venezuela e nei giorni scorsi ha affermato davanti a membri delle forze armate statunitensi che gli Stati Uniti potrebbero avviare “molto presto” operazioni terrestri per fermare sospetti trafficanti di droga venezuelani. Il governo di Caracas non ha ancora commentato ufficialmente l’annuncio, mentre il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non ha risposto alle richieste dei media.
La decisione del presidente si inserisce in un quadro già teso: la Federal Aviation Administration (Faa) aveva avvertito le compagnie aeree di una “situazione potenzialmente pericolosa” nello spazio aereo venezuelano, a causa del “peggioramento della situazione di sicurezza e dell’aumentata attività militare” nel paese. In seguito a tale avviso, il Venezuela ha revocato i diritti operativi a sei grandi compagnie internazionali che avevano sospeso i voli.
Washington accusa da tempo Maduro di essere coinvolto nel narcotraffico, accusa sempre respinta dal presidente venezuelano, che sostiene che Trump stia cercando di rovesciare il suo governo. Maduro, in carica dal 2013, ha dichiarato che il popolo venezuelano e le forze armate resisteranno a qualsiasi tentativo di interferenza esterna.
Sebbene gli Stati Uniti giustifichino la concentrazione di mezzi militari nella regione come parte delle loro operazioni anti-narcotici, la quantità di forze schierate supera di gran lunga ciò che sarebbe normalmente necessario per questo tipo di interventi. Il timore crescente, anche tra osservatori internazionali, è che la crisi possa rapidamente trasformarsi in un confronto militare diretto.
















