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Dual-use, un asset strategico per le esportazioni italiane. Scrive Tripodi

Di Maria Tripodi

I materiali a duplice uso sono sempre più centrali per l’economia italiana e il governo rivendica un modello che combina il sostegno all’export, controlli rigorosi e rapidità amministrativa. I dati sulle autorizzazioni rilasciate dalla Farnesina raccontano una filiera che cresce, ma che richiede cooperazione, responsabilità e visione strategica. La riflessione di Maria Tripodi, sottosegretario agli Esteri, in occasione del terzo forum italiano sul controllo delle esportazioni

L’ambito dei materiali a duplice uso è particolarmente importante per una grande economia manifatturiera ed esportatrice come quella del nostro Paese. L’Italia può vantare delle vere e proprie eccellenze in molti dei settori che rientrano in questa categoria e che tradizionalmente figurano ai primi posti nell’export italiano all’estero.

Macchinari di alta precisione, centri di lavorazione e relativi software, beni ad elevato contenuto tecnologico, prodotti alla frontiera dell’innovazione in settori quali la sicurezza cibernetica, l’intelligenza artificiale, il subacqueo o i sistemi di navigazione inerziale. Gli attori economici coinvolti sono grandi realtà strutturate della nostra economia nazionale ma anche piccole e medie imprese, spesso veri e propri gioielli industriali, espressione della capacità italiana di creare e innovare.

Questo comparto contribuisce in maniera significativa al nostro export e alla crescita economica, ed è intenzione del Governo continuare a sostenerlo. La nostra azione in tale ambito si inserisce nella più ampia riforma della Farnesina, che mira a rafforzare in modo strutturale la diplomazia economica, rendendo l’azione internazionale dell’Italia sempre più orientata al sostegno delle imprese, alla crescita delle esportazioni e alla valorizzazione del sistema produttivo nazionale sui mercati esteri.

Purtroppo, il dinamismo dell’export manifatturiero italiano deve fare i conti con un contesto internazionale sempre più instabile, dove i rischi di proliferazione e accumulo di armamenti sono sempre più elevati. Il Governo promuove un approccio rigoroso nel controllo delle esportazioni per evitare che materiali sensibili finiscano nelle mani sbagliate, mettendo a rischio la pace e la sicurezza internazionali, o il rispetto dei diritti dell’uomo.

Ciò significa anche applicare le misure restrittive condivise a livello dell’Unione Europea verso Paesi responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale. Al tempo stesso, dobbiamo tutelare la sicurezza economica del nostro Paese e dei Paesi alleati rispetto ai rischi di appropriazione indebita delle nostre capacità tecnologiche, secondo logiche predatorie che minano il potenziale di crescita nazionale ed europeo.

Sappiamo di poter contare sulla collaborazione costante delle nostre aziende, consapevoli delle sfide che ci attendono. Il Governo è impegnato a minimizzare gli oneri amministrativi a carico degli operatori economici, affinché rigorosa applicazione delle regole di controllo ed efficienza e rapidità dei procedimenti di autorizzazione vadano di pari passo. Questa efficace sinergia è confermata dai risultati importanti raggiunti in termini di rilascio nei tempi previsti dalla normativa delle licenze di autorizzazione: come ricordato in apertura del Forum dal Vice Ministro Cirielli, sono oltre 6.000 le esportazioni a duplice uso autorizzate dalla Farnesina dal 2022 a oggi, per un giro d’affari complessivo di oltre 5 miliardi di Euro, di cui peraltro oltre 1.000 nel quadro delle deroghe previste dai regolamenti sanzionatori dell’Ue, a testimonianza dello sforzo fatto dalla Farnesina per limitare, nei limiti del possibile e nel pieno rispetto della normativa, l’impatto negativo delle sanzioni per le nostre imprese.

Si tratta di risultati tangibili di rilievo, raggiunti grazie al lavoro di squadra tra Farnesina, imprese e le altre Amministrazioni dello Stato coinvolte. Dobbiamo continuare a lavorare insieme, intervenendo con efficacia e rapidità nello svolgimento dei controlli, aiutando le aziende a prevenire e intercettare i rischi di diversione dei prodotti esportati verso usi contrari alla pace e alla stabilità internazionali, alla tutela dei diritti dell’uomo, nonché ai nostri interessi di sicurezza economica. In quest’ottica, sarà sempre più importante valorizzare la collaborazione anche con le Università e i centri di ricerca italiani, in qualità di fucine del cambiamento e dell’innovazione, spesso protagoniste di progetti finanziati dall’Ue, con l’obiettivo di proteggere i risultati della ricerca.

Il settore del controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso rappresenta un esempio di successo nella sinergia tra mondo delle aziende e istituzioni, che coinvolge non solo l’ambito nazionale ma anche quello europeo e internazionale. Il Governo intende continuare a promuovere una politica di esportazione responsabile, fondata su strumenti normativi chiari e al passo con le sfide attuali, nonché sul dialogo costante e la trasparenza tra operatori privati e istituzioni controllanti. L’Italia vuole essere d’esempio in questo delicato settore, da gestire con una visione lungimirante, che coniughi responsabilità internazionale, tutela dei settori strategici, crescita economica e adattamento costante alle nuove sfide e ai nuovi orizzonti dell’innovazione tecnologica dischiude all’ambito dei controlli alle esportazioni.


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