La superpetroliera M/T Sophia è stata fermata il 7 gennaio dalle autorità americane mentre trasportava petrolio ed era ancorata a Porto Rico. L’esclusiva di Reuters
Prosegue la strategia americana per ravvivare l’industria petrolifera del Venezuela. L’ultima mossa riguarda la consegna di una nave petrolifera venezuelana, sequestrata questo mese dalle autorità statunitensi nel Mar dei Caraibi.
Mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che non si escludono nuove azioni di forza nel processo di transizione del Paese sudamericano, l’agenzia Reuters sostiene che è stata ridata al governo socialista una delle sette imbarcazioni trattenute nelle operazioni militari vicino alle coste del Venezuela.
I funzionari americani che hanno parlato con l’agenzia “hanno identificato la nave consegnata alle autorità venezuelane come la superpetroliera M/T Sophia, battente bandiera panamense. Non hanno spiegato il motivo per cui la petroliera è stata restituita”. Questa imbarcazione trasportava petrolio quando è stata intercettata il 7 gennaio dalla Guardia Costiera e dalle forze militari statunitensi. In quel momento l’imbarcazione era sottoposta a sanzioni. Fino alla riconsegna al Venezuela, si trovava ancorata al largo di Ponce, Porto Rico.
Molte delle petroliere venezuelane sequestrate sono state costruite più di 20 anni fa e “rappresentano un pericolo per la navigazione perché prive di certificazione di sicurezza e di un’assicurazione adeguata”, sostengono gli specialisti consultati da Reuters. Questo comporta che in caso di collisione o fuoriuscita di greggio si devono stabilire richieste di risarcimento assicurativo o responsabilità. “La GMS, gestita da Dubai, ha presentato domanda di licenza negli Stati Uniti per acquistare e demolire le navi sequestrate dal governo statunitense legate al commercio di petrolio venezuelano”, sostiene in una nota dell’agenzia. Il piano di Trump per ricostruire l’industria petrolifera venezuelano prevede un investimento di 100 miliardi di dollari.
















