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L’India e il Global South, da solidarietà storica a partnership strategica

Di Ashok Sajjanhar

Il rapporto dell’India con il Global South si è evoluto da una leadership ideologica a una cooperazione concreta e strutturata. Grazie alla crescita economica, all’attivismo diplomatico e a iniziative su sviluppo, salute, digitale e clima, Nuova Delhi si propone oggi come attore chiave di un ordine globale più multipolare. Ashok Sajjanhar, ha lavorato per il servizio estero indiano per oltre tre decenni. È stato ambasciatore dell’India in Kazakistan, Svezia e Lettonia e ha lavorato in posizioni diplomatiche a Washington DC, Bruxelles, Mosca, Ginevra, Teheran, Dhaka e Bangkok

Le relazioni dell’India con i Paesi del Global South affondano le loro radici in storie condivise, lotte comuni e aspirazioni convergenti allo sviluppo e all’autosufficienza. Nel corso del tempo, il ruolo dell’India si è trasformato: da leader del Movimento dei Non Allineati è diventata un attore centrale della cooperazione Sud-Sud contemporanea.

Questa partnership ha conosciuto una nuova e significativa accelerazione sotto la guida del Primo Ministro Narendra Modi, che ha promosso il primo Voice of the Global South Summit il 12 e 13 gennaio 2023, a poche settimane dall’assunzione da parte dell’India della Presidenza del G20. A quel primo vertice ne sono seguiti un secondo nello stesso anno e un terzo nel 2024, consolidando un formato di consultazione e ascolto che ha dato visibilità alle priorità e alle aspirazioni del Global South. Parallelamente, l’India non si è limitata a dichiarazioni di principio, ma ha dimostrato di “mettere in pratica ciò che predica”, offrendo assistenza concreta e sostegno ai Paesi partner.

Il ruolo dell’India all’interno del Global South è oggi centrale. Forte di una crescente potenza economica, di un sistema democratico consolidato e di una posizione geopolitica strategica, Nuova Delhi si propone come sostenitrice di una governance globale più equa. I programmi di assistenza allo sviluppo rappresentano uno degli strumenti principali di questa proiezione. Attraverso il programma di Cooperazione Tecnica ed Economica Indiana (ITEC), l’India ha fornito formazione, rafforzamento delle capacità e assistenza tecnica a oltre 160 Paesi, in settori che spaziano dalla sanità all’istruzione, dall’agricoltura alle tecnologie dell’informazione, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del capitale umano nel Global South.

A ispirare questa impostazione è il principio di Vasudhaiva Kutumbakam, ovvero l’idea che “il mondo è una sola famiglia”, che da oltre un decennio guida la politica estera indiana. Questa visione ha trovato la sua massima espressione durante la Presidenza indiana del G20 nel 2023, quando il Paese ha adottato il motto “One Earth, One Family, One Future” e ha lavorato affinché le decisioni emerse dai negoziati riflettessero pienamente questo impegno.

Negli ultimi anni, la partnership dell’India con il Global South si è consolidata fino a diventare uno dei pilastri della sua politica estera. Tra i risultati più rilevanti della Presidenza G20 vi è l’ingresso dell’African Union, che rappresenta 54 Paesi africani, come membro a pieno titolo del G20. Si trattava di una questione irrisolta da tempo, che ha trovato soluzione grazie alla determinazione dell’India e alla sua capacità di costruire il consenso necessario.

Questa intensificazione dell’impegno è stata resa possibile anche dalla robusta crescita economica del Paese. Quando Modi è entrato in carica nel 2014, l’India era la decima economia mondiale; oggi è la quarta, con prospettive di diventare la terza entro il 2027. È attualmente la grande economia con il più alto tasso di crescita, avendo registrato un incremento del PIL dell’8,2% nell’ultimo trimestre, e si prevede che passerà da un’economia da 4 trilioni di dollari a oltre 10 trilioni entro il 2035.

Questo rafforzamento economico ha ampliato la capacità dell’India di svolgere un ruolo attivo negli affari globali e di intervenire in aiuto dei Paesi in difficoltà. Durante la pandemia di Covid-19, l’India ha fornito medicinali e vaccini, in larga parte gratuitamente, a numerosi partner del Global South, distribuendo farmaci a oltre 150 Paesi e più di 300 milioni di dosi di vaccino a oltre 100 Paesi nell’ambito dell’iniziativa Vaccine Maitri. La solidità economica ha inoltre consentito a Nuova Delhi di sostenere lo Sri Lanka con aiuti per 4,5 miliardi di dollari nel 2022 e di intervenire a favore di Paesi come Afghanistan e Maldive con supporto finanziario, forniture alimentari e medicinali. Questo ha rafforzato il ruolo dell’India come “primo soccorritore” in caso di crisi, calamità naturali e disastri, nella regione e oltre.

Oggi la partnership dell’India con il Global South si articola lungo quattro grandi direttrici. La prima riguarda le infrastrutture pubbliche digitali e la cosiddetta India Stack. Dopo aver consolidato importanti risultati a livello interno, l’India ha avviato una proiezione internazionale delle proprie soluzioni digitali, in particolare nel settore fintech. Il sistema di pagamenti UPI è già operativo o in fase pilota in diversi Paesi del Global South, tra cui Namibia, Sri Lanka e alcune aree del Sud-Est asiatico. A ciò si aggiunge l’impegno finanziario di 25 milioni di dollari per un Social Impact Fund, destinato ad aiutare i Paesi più piccoli a sviluppare sistemi di identità digitale e di pagamento simili ad Aadhaar, favorendo l’inclusione finanziaria.

La seconda direttrice è rappresentata dalla sanità e dall’industria farmaceutica. Confermando il proprio ruolo di “farmacia del mondo”, l’India è passata dalla fornitura emergenziale di medicinali e vaccini nel periodo post-pandemico alla costruzione di una vera resilienza sanitaria. Questo si traduce nella distribuzione di farmaci generici di alta qualità e a basso costo verso Paesi africani e caraibici, ma anche nel rafforzamento delle capacità regolatorie locali, attraverso la formazione delle autorità di controllo farmaceutico nei Paesi del Global South.

Un terzo pilastro è il Global Development Compact, proposto dal Primo Ministro Modi alla fine del 2024. L’iniziativa mira a promuovere il commercio come strumento di sviluppo, riducendo le barriere per i Paesi meno sviluppati, e a offrire forme di finanziamento agevolato sotto forma di sovvenzioni mirate ai progetti, in alternativa a modelli di indebitamento spesso associati ad altre grandi potenze.

Il quarto ambito riguarda la giustizia climatica e la transizione energetica. L’India sostiene con forza il principio delle “responsabilità comuni ma differenziate” e promuove iniziative multilaterali come l’International Solar Alliance, che conta 121 Paesi membri, molti dei quali appartenenti al Global South, a testimonianza dell’impegno indiano nella lotta al cambiamento climatico e nella diffusione delle energie rinnovabili. A questo si affianca la Mission LiFE, che incoraggia stili di vita sostenibili e un consumo responsabile, un messaggio particolarmente rilevante per i Paesi in via di sviluppo, spesso non responsabili delle principali emissioni ma tra i più colpiti dagli effetti del riscaldamento globale.

Nel complesso, le dinamiche geopolitiche dell’India con il Global South si sono profondamente trasformate, riflettendo l’aumento del suo peso economico, dei suoi interessi strategici e della sua ambizione di essere un attore di primo piano sulla scena internazionale. L’impegno proattivo di Nuova Delhi rafforza la visione di un mondo multipolare in cui i Paesi in via di sviluppo possano esercitare un’influenza reale. Attraverso una diplomazia costante, una cooperazione economica mirata e partnership strategiche, l’India è destinata a svolgere un ruolo centrale nell’evoluzione del Global South.

In qualità di leader e al tempo stesso di partner, l’India continua a contribuire in modo determinante alla costruzione del futuro del Global South. Grazie a una cooperazione duratura, al rispetto reciproco e ad aspirazioni condivise, l’India e i Paesi del Sud globale possono affrontare insieme le sfide e le opportunità del XXI secolo.


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