Vladimir Padrino Lopez, Diosdado Cabello e Jorge Rodriguez (fratello di Delcy, l’attuale presidente del regime) guidano ancora il sistema di repressione nel Paese sudamericano. Chi sono e cosa hanno fatto (finora)
C’è chi festeggia e chi si lamenta dell’arresto del leader del regime venezuelano, Nicolás Maduro, e la moglie, Cilia Flores, deputata e first lady del governo socialista. Ma certo è che poco è cambiato nell’ordine di quel poco che resta delle istituzioni del Paese sudamericano.
Sebbene il presidente americano Donald Trump abbia detto di avere il controllo del Venezuela, il sistema di repressione e autocrazia è ancora in piedi (qui la spiegazione del giornalista Victor Amaya per Formiche.net). Il capo della Casa Bianca ha lasciato intendere che in questo processo di transizione politica verso il ripristino della democrazia la guida del Paese non può essere in mano della leader dell’opposizione Maria Corina Machado, o del presidente eletto nelle elezioni del 28 luglio 2024, Edmundo Gonzalez. Secondo una ricostruzione del quotidiano The New York Times, la Cia ha riferito a Trump che né Machado, né l’opposizione venezuelana (quasi tutta in esilio per la minaccia di arresto da parte di Maduro), godono del sostegno delle forze armate venezuelane.
Ora la pressione resta sugli elementi del chavismo che sono ancora al potere: i fratelli Delcy e Jorge Rodriguez, Diosdado Cabello, ministro dell’Interno e Vladimir Padrino López, ministro della Difesa. “Ho la sensazione che stanno tutti cooperando – ha detto Trump -. Hanno bisogno di aiuto. Ho la sensazione che Delcy Rodriguez ama il suo Paese e vuole che il Paese sopravviva”.
Delcy Rodriguez, che si è insediata come presidente ad interim del regime socialista (con un vestito da 14.000 dollari), ha detto durante la cerimonia che arriva “con dolore per la sofferenza che è stata causata al popolo venezuelano dopo l’aggressione militare illegittima della nostra patria. Arrivo con dolore per il sequestro di due eroi che sono sequestrati negli Stati Uniti, il presidente Nicolas Maduro y la prima combattente e first lady di questo Paese, Cilia Flores”.
Jorge Rodriguez è fratello di Delcy è condivide la stessa storia familiare. Il loro padre è stato un attivista marxista, torturato e ucciso dopo avere partecipato al rapimento dell’imprenditore americano William Niehous alla fine degli anni ‘70. Jorge Rodriguez è stato sindaco di Caracas e dal 2021 guida l’Assemblea nazionale, il Parlamento parallelo creato dal chavismo. È stato uno dei migliori amici di gioventù di Hugo Chávez e di Nicolas Maduro.
Diosdado Cabello è un’altra figura chiave del regime venezuelano. Ha 62 anni ed ha una formazione militare. Oggi è ministro dell’Interno e della Giustizia ma è sempre stato in prima fila da quando Chávez è arrivato al potere. anche su di lui pesa una taglia di 25 milioni di dollari negli Stati Uniti con l’accusa di “cospirazione narcoterrorista corrotta e violenta nel Cartel de los Soles”. Un’organizzazione che era entrata nella lista di organizzazioni terroristiche ma che adesso è scomparsa perché inesistente (con quel nome).
Un altro “tentacolo” del potere in Venezuela è il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López. Controlla le forze armate del Venezuela e tutti i corpi di polizia. Su di lui la taglia negli Usa è di 15 milioni di dollari. Domenica ha assicurato che “il governo bolivariano è pronto a garantire la governabilità del Paese e userà le istituzioni per la difesa militare, il mantenimento dell’ordine interno e la preservazione della pace”. Ha detto che nel Venezuela si mantiene una “perfetta unione civico-militare-popolare-poliziesco” (in riferimento, probabilmente, ai “colectivos”, i gruppi armati civili finanziati dal regime) e ha già riconosciuto Delcy Rodriguez come nuova presidente.
Oltre alla presunta negoziazione in corso tra gli Stati Uniti e questo vertice, ancora attivo, del regime, il segretario di Stato americano, Marco Rubio ha spiegato il perché questi “personaggi” non sono stati catturati insieme a Maduro: “Non possiamo semplicemente entrare e prenderli. Immagini l’urlo degli altri se dovessimo restare almeno quattro giorni per prendere altre quattro persone. Siamo riusciti in quello prioritario il numero uno nella lista era l’uomo che affermava di essere il presidente del Paese, che non lo era, ed è stato arrestato insieme alla moglie, anche lei accusata”. Il proseguimento dell’escalation, dunque, è tutta in divenire.
















