Sono molte e varie le reazioni al voto degli europarlamentari che frena la ratifica dello storico trattato commerciale. Ecco com’è visto dalla stampa sudamericana, i prossimi passi e i costi economici del ritardo nella messa in vigore
È durato poco meno di una settimana l’entusiasmo per l’approvazione dell’accordo tra i Paesi membri del Mercato Comune del Sud (Mercosur) e l’Unione europea. Dopo la firma preliminare del trattato era necessaria l’approvazione del Parlamento europeo. Quella che invece è arrivata è stata la richiesta di portare la bozza dell’accordo alla Corte di giustizia europea. La scelta è stata decisa da 334 voti a favore e 324 contrari, con 11 astensioni.
La petizione è quella di valutare la compatibilità con i Trattati dell’Accordo di partenariato e dell’Accordo commerciale interinale firmata da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, con i Paesi membri del Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Si ferma così la messa in vigore immediata dell’accordo e si inizia il percorso per un controllo preventivo sulla base giuridica dei due testi che compongono il patto. Il tutto porterebbe a rimandare l’entrata in vigore per almeno due anni. Ma c’è anche la possibilità che la Commissione possa applicarlo in via provvisoria, se lo desidera.
Come gran parte delle notizie, l’ultima virata del Parlamento sull’accordo divide la stampa sudamericana tra chi celebra lo stop (media di sinistra) e chi avverte la perdita di una grande opportunità (media di destra).
La Izquierda Diario, quotidiano del Partito dei Lavoratori Rivoluzionari in Cile, titola “Vi è durato ben poco. Mercosur-Ue: Il Parlamento europeo congela l’accordo e lo mette in mano alla giustizia”. Il giornale sottolinea come “l’euforia per la firma di un trattato ‘storico’ tra Mercosur e l’Unione europea è durata meno di una settimana”. Con la scelta di portare al Tribunale di Giustizia la compatibilità del trattato, si paralizza la ratifica per almeno due anni. “Il patto – aggiunge La Izquierda Diario – implica nei fatti una acutizzazione delle disuguaglianze, in benefici di grandi industriali europei e padroni agrari locali”.
Non c’è nulla di cui preoccuparsi, invece, per il quotidiano La Nación del Paraguay. Riportando le dichiarazioni di Victor Verdun, viceministro di Affari esteri paraguayano, la decisione dei parlamentari europei di fermare il processo di ratifica dell’accordo non compromette l’applicazione provvisoria dal punto di vista commerciale: “Noi abbiamo confermato il nostro impegno per l’entrata in vigore dell’accordo, e lo porteremo il prima possibile al Congresso, così come lo faranno gli altri Paesi membri del Mercosur. Per questo il componente economico può entrare in vigore il prima possibile”. Il quotidiano aggiunge che non c’è stupore perché era una possibilità, già messa sul tavolo dalla presidente von der Leyen, e si andrà avanti ugualmente, non è pertanto un inconveniente.
Molto duro El Clarin di Argentina, che scrive come “le ambizioni geopolitiche dell’Unione europea e la sua parola verso i soci internazionali valgono quanto la carta sulla quale sono scritte”. Per il quotidiano argentino la scelta del Parlamento europeo di portare alla Corte di giustizia l’accordo per controllare la sua legalità è una “arguzia. Nessuno pensa che ci sia qualcosa di illegale, ma i deputati hanno il diritto di farlo per cercare di ritardare mesi o anche anni la ratifica”.
“La palla passa ora nel campo della Commissione Europea e dei governi, perché, così come gli eurodeputati hanno usato quello stratagemma legale per frenare la ratifica – prevista per questa primavera e ora rinviata forse al 2027 – anche il ramo esecutivo del blocco ha degli strumenti per aggirarlo e avviare l’applicazione provvisoria”.
Meno ottimistica è la catena brasiliana OGlobo, che considera la decisione un “secchio di acqua fredda” che porterà l’idea di integrazione dei due blocchi commerciali ad affrontare “una lunga battaglia giudiziaria e ritardare ancora di più per entrare in vigore”. Perché, “anche se l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur ha avuto la possibilità di entrare in vigore in un ruolo provvisorio, la decisione presa una volta dal Parlamento europeo di incastrare il testo sulla giustizia del blocco ha poche possibilità di incontrarlo”.
A sostenere questa tesi è Carlos Frederico de Souza Coelho, professore di Relazioni Internazionali della PUC-Rio e della Scuola di Comando e Stato Maggiore dell’Esercizio, che spiega a OGlobo che non esiste una regola formale per queste situazioni, “ma nei casi passati era necessaria un’approvazione del proprio Parlamento Europeo per l’esecuzione provvisoria della accordo”. Un esempio precedente è l’accordo con il Canada, entrato in vigore nel 2017, dopo 17 mesi per essere valutato. Nel miglior scenario possibile, quello con il Mercosur dovrà superare almeno sei mesi per essere approvato.
Infine, la decisione sarà politica, come conclude El Clarin: “Perché se la Commissione Europea decidesse di attivare quello stratagemma andrebbe contro il voto del Parlamento Europeo.. Ma, comunque, il Tribunale di Giustizia dell’Unione europea “non può nemmeno sospendere in via provvisoria né bloccarne la ratifica. Al massimo potrebbe rilevare errori parziali, che dovrebbero essere modificati o corretti”, spiega il quotidiano.
Nel frattempo, però, continuano le perdite dei guadagni economici. Secondo un rapporto dell’Ecipe, centro studi economici di Bruxelles, si calcola che il ritardo della ratifica dell’accordo tra il 2021 e il 2025 è costato ai governi europei 183.000 milioni di euro in esportazioni. Con l’ulteriore ritardo, questo 2026 il conto in rosso potrebbe superare i 215.000 milioni di euro. Il Paese più danneggiato? La Germania, con 70.610 milioni di euro andati in fumo, ma anche la Francia (principale oppositrice dell’accordo) con 38.500 milioni di euro.
















