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Dal Giappone alla Corea, tutti i tasselli della strategia italiana nel Pacifico. L’analisi di Tartaglione

Di Tommaso Tartaglione

Tra diplomazia, sicurezza economica e difesa, la missione asiatica di Giorgia Meloni punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nel Pacifico, tra partnership strategiche con Giappone e Corea del Sud e il delicato equilibrio tra Washington e Pechino. L’analisi di Tommaso Tartaglione, Geopolitica.info

Con la conclusione della breve tappa in Oman, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prosegue il proprio viaggio verso l’Asia, dove ha già incontrato il primo ministro giapponese Sanae Takaichi e incontrerà nei prossimi giorni il Presidente della Repubblica di Corea Lee Jae-myung. Il viaggio, seppur rilevante per l’Italia, si inserisce in un quadro complesso, segnato dai negoziati tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, nonché dalle tensioni generate da Washington sulla Groenlandia. Anche per questo motivo, la missione asiatica si è concentrata su Giappone e Corea del Sud, Paesi con cui Roma intrattiene rilevanti interessi in materia di sicurezza economica e di sviluppo delle relazioni diplomatiche e strategiche.

Protagonista di questo viaggio appare il Giappone. I festeggiamenti per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra il Kantei e Palazzo Chigi rappresentano un’occasione per Meloni per consolidare i rapporti con Takaichi, alla luce delle loro affinità politiche e del fatto di essere entrambe le prime donne a capo dei rispettivi governi. Ma non solo. In tale ottica, si punta al rafforzamento dei settori coinvolti all’interno del Programma d’Azione Italia-Giappone 2024-2027, firmato insieme al precedente governo Kishida, che vede i due Paesi collaborare in diversi ambiti, tra cui quelli diplomatico, securitario ed economico, sui quali è probabile Meloni concentri il suo impegno.

Riguardo la diplomazia, Roma e Tokyo intendono rafforzare i rapporti bilaterali a livello di “partenariato strategico speciale”, adottando meccanismi di consultazione attraverso la creazione di strumenti dedicati e interni ai propri ministeri degli Esteri.

Di particolare interesse risulta inoltre una possibile sinergia tra il Ticad (Tokyo International Conference on African Development) e il Piano Mattei nello sviluppo del settore dei metalli critici nei Paesi africani coinvolti, al fine di diversificare le forniture e le catene di approvvigionamento. Non a caso, la sicurezza economica — illustrata da programmi quali l’MSP (Minerals Security Partnership) e il RISE (Resilient and Inclusive Supply-chain Enhancement), sostenuti dai due Paesi — e il consolidamento dell’interscambio tra Roma e Tokyo sono divenuti sempre più centrali, tanto che nel 2025 quest’ultimo ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro, soprattutto nell’ambito del lusso, della moda e dei beni di alta gamma. Il viaggio ha infatti l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana in Giappone, in particolare attraverso la promozione dell’IJBG (Italy-Japan Business Group) e di joint venture nei campi dell’alta tecnologia e dell’industria ad elevato valore aggiunto, nonché di attrarre investimenti nipponici in Italia mediante la collaborazione tra Jetro (Japan External Trade Organization) e ITA (Italian Trade Agency). Meloni, a tale riguardo, ha in programma un incontro presso l’ambasciata italiana a Tokyo con alcune importanti aziende e banche giapponesi, al fine di incentivare un incremento degli investimenti verso il nostro Paese.

A ciò si aggiungono, infine, gli accordi nella sfera della difesa. Oltre al Global Combat Air Programme (Gcap) per lo sviluppo di velivoli stealth di sesta generazione, il Piano d’Azione 2024-2027 prevede altresì esercitazioni militari congiunte tra le Forze di Autodifesa giapponesi e l’Esercito italiano, nonché corsi di addestramento tra le forze aeree tramite l’International Flight Training School di Leonardo. Contatti che, con l’inaugurazione del EU-Japan Defence Industry Dialogue nel giugno 2025, potrebbero posizionare Roma in un contesto di primo piano nella partnership tra Bruxelles Tokyo in materia di sicurezza e difesa.

Incoraggiare nuovi accordi e intese sarà verosimilmente l’obiettivo di Meloni anche in Corea del Sud, dove è previsto il suo arrivo il 18 gennaio. L’Italia è il terzo esportatore verso la Corea del Sud, dopo Germania e Francia, mentre Seul rappresenta il terzo mercato di sbocco per i prodotti italiani dopo Cina e Giappone, con oltre 120 imprese attive nella moda, nella manifattura, nei trasporti e nella logistica. Con il presidente Lee, Meloni ha in programma, oltre a vari colloqui, la firma di atti di cooperazione nel mercato dei semiconduttori e di partenariati nell’economia tecnologica, nonché alcuni memorandum relativi a interscambi culturali e a iniziative per la difesa ambientale.

Il viaggio di Giorgia Meloni in Giappone e Corea del Sud si configura dunque come un tassello significativo della strategia italiana nel Pacifico. Attraverso il rafforzamento di alleanze strategiche, la diversificazione delle catene di approvvigionamento, la cooperazione tecnologica e gli accordi in ambito difensivo, Palazzo Chigi mira a consolidare il proprio ruolo di attore affidabile nello scacchiere indo-pacifico al fianco di Washington, riducendo progressivamente i rapporti con Pechino nei settori più sensibili. La missione asiatica non rappresenta quindi solo un’opportunità economica, ma anche una scelta che segnala la volontà di Roma di assumere un profilo attivo nelle dinamiche di sicurezza, sviluppo e collaborazione regionale.


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