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Come il Bnd ha intercettato per anni le comunicazioni di Barack Obama

Le comunicazioni del presidente Usa a bordo dell’Air Force One finirono sotto l’ascolto dell’intelligence tedesca. Senza autorizzazione politica, in violazione delle linee guida e mentre Merkel denunciava le possibili derive dello spionaggio tra alleati

A rivelarlo è Die Zeit: per anni il Servizio di intelligence federale tedesco ha intercettato le comunicazioni dell’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il Bnd ha monitorato le telefonate effettuate a bordo dell’Air Force One sfruttando vulnerabilità nei sistemi di comunicazione dell’aereo presidenziale. L’operazione è proseguita almeno fino al 2014, senza un’autorizzazione formale della Cancelleria federale e al di fuori del mandato ufficiale dell’intelligence estera tedesca.

Secondo l’inchiesta del giornale tedesco, il Bnd ha intercettato regolarmente, anche se non continuamente, le comunicazioni di Obama quando il presidente statunitense telefonava dall’aereo presidenziale. La Cancelleria ha fermato l’operazione solo nel 2014, dopo che altre attività di intercettazione su alti funzionari Usa erano emerse sulla stampa.

Come funzionava l’intercettazione

L’operazione si è basata su una combinazione di conoscenza delle frequenze e debolezze crittografiche. I tecnici dell’Air Force One, spiega Die Zeit, utilizzavano circa una dozzina di frequenze radio per le comunicazioni presidenziali. Il Bnd conosceva queste frequenze e le monitorava in modo selettivo. I sistemi di cifratura presentavano errori di implementazione, che rendevano possibile l’intercettazione del segnale. Gli ascolti non avvenivano in modo permanente, ma con una regolarità sufficiente a produrre intelligence utilizzabile.

Dal punto di vista operativo, il Bnd ha trattato il materiale come altamente sensibile, con registrazioni archiviate in una cartella dedicata, accesso ristretto ai vertici del servizio e distruzione delle trascrizioni dopo la lettura. I contenuti confluirono solo in analisi aggregate sull’atteggiamento degli Stati Uniti, trasmesse anche alla Cancelleria.

Lo storico

Il grande gioco è così: tutti spiano tutti. E questo non rappresenta di certo un elemento di novità. Il nodo, semmai, è politico e assume maggiore peso se collocato nel contesto del 2013, quando Der Spiegel rivelò che la Nsa aveva intercettato per anni il cellulare della cancelliera Angela Merkel, che reagì affermando ufficialmente: “Spiare tra amici non è accettabile”.

Mentre Berlino criticava ufficialmente Washington per le pratiche della Nsa, un segmento dell’intelligence tedesca conduceva, al contempo, un’operazione speculare contro il presidente americano. Anche nel 2014 la Süddeutsche Zeitung rivelò intercettazioni ai danni dell’allora segretario di Stato Usa Hillary Clinton. A quel punto, il capo della Cancelleria, Peter Altmaier, ordinò di sospendere la pratica.

Tra dichiarazioni ufficiali, perimetri legali e controlli politici, la vicenda chiarisce come nel grande gioco nessuno è mai troppo – o troppo poco – amico per privarsi di conoscere le sue mosse. Il motivo? La vitale necessità di avere informazioni utili a comprendere, anticipare e monitorare ciò che accade oggi e potrebbe accadere domani.


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