Con la morte del narcotrafficante messicano Nemesio Ruben Oseguera Cervantes è emersa una complessa rete internazionale di droghe. Insieme a Tse Chi Lop, meglio conosciuto come “El Chapo cinese”, “El Mencho” controllava il 70% del traffico di sostanze illegali nell’Asia/Pacifico
Non solo America latina. La rete internazionale di traffico di droghe, specialmente di fentanyl, del narcotrafficante Nemesio Ruben Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, arrivava anche in Asia. Nelle ultime ore, dopo la morte del narcotrafficante più ricercato dalle autorità americane, è emerso che le operazioni di traffico e distribuzione di sostanze illegali riguardavano anche le acque indiane, creando un ponte dal Messico alla Cina.
“Sebbene la sua morte rappresenti un sollievo per il Messico e i Paesi limitrofi, anche le agenzie indiane hanno molto di cui rallegrarsi grazie a questo sviluppo”, si legge sul sito Ndtv World. L’articolo è intitolato: “La morte di ‘El Mencho’ è un duro colpo per il traffico di droga tra Messico e Cina nelle acque indiane”.
Questa sarebbe la prima volta che le autorità scoprono narcotrafficanti provenienti dal Messico, che lavorano in coordinamento con altri criminali provenienti dalla Cina, e sono coinvolti nel traffico di droga in India. Sul territorio indiano questi crimini sono in gran parte controllati dall’organizzazione Dawood Ibrahim, che ha elementi come Haji Salim a capo delle operazioni. “L’eliminazione di ‘El Mencho’ è un sollievo per le agenzie indiane, poiché il ruolo degli attori internazionali diminuirà almeno per il momento”, si legge nell’articolo.
In Asia, il nome di “El Mencho” era emerso lo scorso 25 novembre del 2024, quando la Guardia Costiera indiana (ICG) ha sequestrato un’enorme partita di droga da un peschereccio nelle isole Andamane e Nicobare. L’unicità del sequestro era la valutazione degli stupefacenti che venivano contrabbandati attraverso le acque indiane. Sono state identificate 6.000 kg di metanfetamina. Si è anche appreso che l’operazione era stata condotta in coordinamento con il cartello cinese guidato da Tse Chi Lop, meglio conosciuto come “El Chapo cinese”.
Il Cartel de Jalisco, gestito da “El Mencho”, avrebbe anche elementi cinesi e persone dal Myanmar incaricate di sorvegliare le operazioni sui territori asiatici. Un agente indiano ha spiegato a Ndtv World che “El Mencho”, insieme al Chapo cinese, utilizza ampiamente il Mare delle Andamane per il traffico di stupefacenti: “La destinazione prevista non era solo l’India, ma la maggior parte della quantità veniva contrabbandata attraverso le acque indiane in Thailandia e altre destinazioni nel Sud-est asiatico”.
Il legame con “El Mencho” sembra avere portato molti vantaggi al Chapo cinese, “poiché gli consentiva di procurarsi droga di alta qualità in grandi quantità. Il legame tra i due cartelli era così forte che insieme, inclusa l’India, controllavano il 70% del settore Asia-Pacifico”.
















