Il fronte politico e quello cyber si saldano in una nuova fase di pressione russa sull’Italia, dalle accuse di “politica da kolkhoz” e di “posizione da struzzo” rivolte a Roma dall’ambasciatore russo alla rivendicazione pubblica degli attacchi informatici da parte di hacker filorussi
Una politica da kolkhoz (termine di sovietica memoria che indicava le fattorie collettive nate in massa nel territorio dell’Urss nel periodo compreso tra le due guerre mondiali), quella dell’Europa occidentale, colpevole di aver fatto precipitare i rapporti tra Russia e Italia “a una profondità da fossa delle Marianne”, con le autorità italiane che preferiscono assumere una “posizione da struzzo” ignorando l’opinione dei propri cittadini. A rilasciare queste dichiarazioni al vetriolo è l’ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, in occasione di un’intervista rilasciata a Ria Novosti.
“Nei nostri Paesi esistono molti cittadini ragionevoli, ai quali non è indifferente il destino delle relazioni russo-italiane e che vorrebbero vedere segnali positivi di cambiamento, un inizio di risalita dei rapporti da profondità della ‘fossa delle Marianne’, dove sono stati spinti dalla politica in stile kolkhoz dell’Europa occidentale”, sono le parole esatte impiegate da Paramonov. Secondo il diplomatico moscovita “l’attuale leadership di Roma preferisce adottare una ‘posizione da struzzo’, non ascoltare l’opinione dei propri cittadini e far finta che l’assenza di un dialogo aperto e di una cooperazione con la Russia non abbia alcun impatto sull’Italia e sulla sua popolazione. Naturalmente questo non corrisponde alla realtà”, sottolineando che “I risultati di questa politica miope si fanno sentire sempre più sugli indicatori della situazione socio-economica e sul benessere degli italiani comuni”.
Le parole di Paramonov arrivano in contemporanea con un nuovo attacco contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani pubblicato sul canale Telegram del gruppo di hacker filorussi Noname057(16), che torna a prendere di mira l’Italia rilanciando la polemica dopo le dichiarazioni rilasciate lo scorso venerdì dal titolare della Farnesina sugli attacchi informatici a siti delle ambasciate italiane nel mondo e a infrastrutture digitali collegate alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Nel messaggio, gli hacker citano gli interventi dell’ambasciata russa a Roma e rivendicano apertamente la responsabilità delle operazioni, affermando che l’attacco informatico alle ambasciate e agli hotel italiani durante i Giochi è stato “assunto e motivato” dal gruppo stesso. Secondo quanto pubblicato sul canale Telegram, sarebbero stati colpiti nuovamente diversi siti istituzionali e informativi, tra cui portali di comitati olimpici stranieri, il sito turistico di Cortina d’Ampezzo e quello dell’Aeroporto di Milano Malpensa, indicato dal gruppo come uno degli obiettivi delle più recenti incursioni digitali.







