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Produrre farmaci, generare valore. Come Abbvie integra ambiente, lavoro e comunità

Di Redazione Healthcare Policy

Innovazione, sostenibilità e radicamento territoriale: lo stabilimento di Campoverde dimostra che competitività e responsabilità ambientale possono procedere insieme. Per questo la III edizione degli Healthcare Awards assegna ad AbbVie il premio “Sostenibilità e Territorio”

Fare industria in modo responsabile significa produrre farmaci di eccellenza riducendo l’impatto ambientale, generando occupazione qualificata e restituendo valore alle comunità in cui si opera. È questo il modello che AbbVie ha costruito nel corso di oltre sessant’anni nello stabilimento di Campoverde, nel Lazio, e che la III edizione degli Healthcare Awards, organizzati da Healthcare Policy e Formiche, ha voluto riconoscere con il premio “Sostenibilità e Territorio”.

Una realtà globale con radici locali

Nata 1° gennaio 2013 come spin-off di Abbott, AbbVie è oggi una delle principali aziende biofarmaceutiche globali, quotata in borsa, presente in oltre 70 paesi con circa 57.000 dipendenti e venti centri di ricerca, sviluppo e produzione nel mondo. Le sue aree di intervento spaziano dall’immunologia all’oncologia, dalla virologia alle neuroscienze, fino all’eye care e, più di recente, alla medicina estetica con l’acquisizione di Allergan Aesthetics. In Italia conta circa 1.600 persone.
Il cuore produttivo italiano di AbbVie è lo stabilimento di Campoverde, fondato nel 1963 – allora sotto l’insegna Abbott – e diventato parte del gruppo AbbVie nel 2013. Oggi il sito impiega circa 1.300 persone, esporta prodotti in oltre 130 paesi ed è il risultato di investimenti per 77 milioni di euro negli ultimi cinque anni. Si tratta di un centro di eccellenza che integra un impianto per la formulazione e il confezionamento di prodotti farmaceutici finiti – solidi e orali – e due impianti di sintesi chimica, operando secondo i più elevati standard internazionali in materia di qualità, sicurezza e gestione ambientale.

I numeri della sostenibilità

A Campoverde la sostenibilità non è un obiettivo astratto: è misurabile, certificata e integrata nei processi produttivi. I risultati concreti parlano da soli. Dal 2005 il consumo di acqua di falda è stato ridotto del 50%, un risparmio equivalente ogni anno al fabbisogno di circa 2.400 famiglie. Le emissioni di Co2 sono diminuite di circa il 20% dal 2015, pari a 4mila tonnellate annue in meno – l’equivalente dell’assorbimento di 200mila alberi. Sul fronte energetico, il 95% dell’energia utilizzata dallo stabilimento è autoprodotta: i 30 GWh consumati annualmente equivalgono al fabbisogno di una città di 20mila abitanti. La recente installazione di un parco fotovoltaico da 1,6 MW – esteso quanto 25 campi da tennis – copre inoltre il fabbisogno energetico di circa 800 famiglie. Quanto ai rifiuti, oltre l’80% del totale viene avviato al recupero senza alcun conferimento in discarica, un risultato che si confronta favorevolmente con la media italiana del 20%.

Un presidio industriale per il territorio

Lo stabilimento di Campoverde non è solo un sito produttivo: è un presidio industriale strategico per il Lazio e per l’intero ecosistema biofarmaceutico nazionale. La sua presenza genera un indotto significativo per la filiera locale e rappresenta un polo di occupazione qualificata che negli anni ha contribuito alla crescita delle competenze del territorio.
“In un contesto in cui innovazione e sostenibilità sono leve sempre più strategiche per il settore biofarmaceutico, realtà come AbbVie rappresentano un motore fondamentale per generare valore per il territorio e il nostro Paese. Il sito di Campoverde, con i suoi oltre 1.300 dipendenti, investimenti continui e un forte orientamento all’eccellenza, contribuisce in modo concreto alla crescita dell’ecosistema industriale del Lazio e del Paese, generando valore, competenze e opportunità per tutta la filiera” afferma Marcello D’Angelo, site director di AbbVie Campoverde.

La cerimonia di premiazione si terrà mercoledì 22 aprile presso l’hub culturale WeGil, con il patrocinio di Inps e Regione Lazio.


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