L’appello che rivolgo al governo è quello di aprire con urgenza un confronto con le rappresentanze della categoria, per mettere a terra le misure e le relative coperture che Anita, insieme alle altre associazioni del settore, ha formulato in queste settimane. È fondamentale ripristinare un clima di certezza e fiducia nel comparto e raffreddare la crescente tensione che si registra. L’intervento di Riccardo Morelli, presidente Anita
Nelle scorse ore ho presieduto il Consiglio generale straordinario di Anita, convocato per affrontare il tema del caro carburanti e le gravi ricadute che questo sta producendo sul settore, incidendo direttamente sull’equilibrio economico e finanziario delle imprese. Dalla discussione è emersa con chiarezza l’esigenza di restituire alle imprese quanto la crisi gli sta sottraendo, a partire dal mancato rimborso delle accise conseguente al taglio.
Lo riteniamo un atto dovuto da parte del Governo, un atto di giustizia: se è necessario calmierare il prezzo dei carburanti alla pompa a vantaggio dei cittadini, è altrettanto urgente rimediare al danno arrecato alle imprese con il parco veicolare più moderno e sostenibile, che beneficiano da anni del rimborso delle accise secondo le regole europee. Il recupero del rimborso ai valori pre-crisi è indispensabile anche per garantire chiarezza e trasparenza nei confronti della committenza, affinché il taglio non venga interpretato come un vantaggio per l’autotrasporto – cosa del tutto non corretta – e consenta alle parti di applicare la clausola del fuel surcharge senza condizionamenti esterni.
Nel valutare gli interventi messi in atto dal Governo, abbiamo quindi ribadito la necessità di introdurre correttivi indispensabili e tempestivi, a partire da misure volte a compensare gli effetti negativi sul gasolio commerciale derivanti dal taglio delle accise, già rappresentate dall’Associazione al Governo e al Parlamento. Il taglio delle accise per l’autotrasporto, infatti, non ha prodotto benefici economici, ma ha generato confusione interpretativa, rivelandosi del tutto inefficace per le imprese virtuose.
Chiediamo, dunque, il riconoscimento di un credito d’imposta che consenta di recuperare il mancato rimborso nel periodo compreso tra il 19 marzo e il 1° maggio 2026. Si tratta di interventi che devono necessariamente collocarsi in una cornice europea.
In questa direzione si muove la Commissione europea, che ha presentato agli Stati membri la proposta di un Temporary Framework volto a consentire l’adozione di misure specifiche per il settore del trasporto.
L’appello che rivolgo al Governo è quindi quello di aprire con urgenza un confronto con le rappresentanze della categoria, per mettere a terra le misure e le relative coperture che Anita, insieme alle altre associazioni del settore, ha formulato in queste settimane. È fondamentale ripristinare un clima di certezza e fiducia nel comparto e raffreddare la crescente tensione che si registra.
In una fase come quella attuale deve prevalere un alto senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, imprese e associazioni di categoria. Il rischio che interruzioni dei servizi di trasporto vengano strumentalizzate per altri fini è altissimo, così come il rischio che intervengano soggetti estranei al nostro mondo, dai quali fin d’ora prendiamo le distanze, a tutela dei nostri collaboratori e del patrimonio aziendale.
Abbiamo il dovere di tutelare le nostre imprese sotto ogni profilo. Per questo motivo continueremo a monitorare costantemente l’evolversi della situazione e gli sviluppi del confronto con le istituzioni, insieme alle altre rappresentanze del settore.
















