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Chi sono le influencer russe che criticano la politica di Mosca

Viktoria Bonia e altre celebrità russe hanno rotto il silenzio per criticare la gestione politica del Paese. Non parlano di guerra né di crisi economica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la limitazione delle piattaforme social

Viktoria Bonia è una giovane modella, presentatrice tv e influencer russa. È diventata famosa in tutto il mondo perché aveva fatto a pezzi, in diretta live sui social, una borsa Chanel, come simbolo di protesta per la decisione della maison di bloccare la vendita dei prodotti in Russia. Sebbene si sia sempre limitata nel commentare temi politici, poco fa ha deciso di rompere l’indugio e dire ai suoi 13 milioni di follower: “Vladímir Vladimirovich, la gente ha paura di te”. “Tra di noi, la gente comune, e lei c’è un muro impraticabile, e voglio buttarlo giù. Nessun governatore vi dirà questo perché hanno paura di lei”.

Sicuramente Bonia può permettersi di pubblicare questo messaggio diretto su Instagram (piattaforma vietata in Russia) perché vive all’estero, ma il passo avanti resta una novità. E non è l’unica. In un brevissimo reel, la cantante Aiza ha detto, riferendosi a Putin: “Può pensare alle persone che soffrono, che sono sull’orlo dell’abisso? Per favore, quanto può costare questo? Quanto denaro devono rubare i deputati perché sia abbastanza? Spero sinceramente che il nostro presidente non sia a conoscenza di questo”.

Anche la presentatrice Ida Galich e la conduttrice Ekaterina Gordon hanno puntato il dito contro le autorità russe per non informare a sufficienza il presidente Putin della situazione del Paese.

Secondo il centro di sondaggi del Cremlino, Vtsiom, il consenso nei confronti di Putin è sceso al suo livello più basso da quando è iniziata la guerra con l’Ucraina. Per la prima volta è sotto il 70% (67,8%). “Né i bombardamenti in Ucraina, né le sofferenze delle cittadine russe di frontiera, né l’arresto degli oppositori, né le grandi spese della guerra mentre la maggior parte della popolazione non arriva a fine mese. Di nulla di questo si parla nei video. Le proteste sono cominciate per l’intromissione del governo nell’ultima bolla dei russi: i social network”, si legge su El Pais.

L’opposizione russa però dubita della spontaneità di queste manifestazioni in rete. Crede che siano promosse da una fazione del Cremlino, il settore politico, guidato dal capo dell’amministrazione presidenziale Sergei Kiriyenko, che cerca di frenare un’altra, quella militare, del Servizio Federale della Sicurezza, nel tentativo di controllare tutti gli ambiti dello Stato.

 


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