Dopo anni di tensioni, i due leader si rivedono alla Casa Bianca oggi, in un incontro in cui si parlerà di dazi, sicurezza e accesso ai minerali strategici. Le ultime tensioni e i condizionamenti della campagna elettorale brasiliana
Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si incontreranno oggi, 7 maggio, alla Casa Bianca. Si prevede che l’incontro sarà molto diverso all’ultima visita del leader socialista brasiliano a febbraio del 2023, quando è stato ricevuto a braccia aperte dal presidente democratico Joe Biden, ed era celebrato come la guida di una nuova fase politica per il Paese sudamericano dopo il mandato dell’ex presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro. L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno imposto nuove tariffe doganali ai prodotti brasiliani per il 50%, il che ha provocato tensioni tra i due governi.
Questa volta, Lula da Silva e Trump parleranno di questioni pratiche per riattivare i rapporti bilaterali. In agenda ci sono temi come i dazi, l’accesso ai minerali strategica, i piani per garantire la sicurezza pubblica e l’ipotesi di dichiarare organizzazioni terroristiche alcuni gruppi criminali brasiliani.
I primi ravvicinamenti tra Trump e Lula da Silva sono avvenuti a settembre dell’anno scorso, quando si sono incontrati all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Poi hanno avuto un incontro privato in Malesia ad ottobre e molte conversazioni telefoniche. Quella di gennaio è stata ricordata perché il presidente brasiliano ha chiesto apertamente la fine delle sanzioni contro alcuni funzionari del governo e la riduzione dei dazi commerciali.
Il governo brasiliano cerca di evitare il clima di tensione in questi mesi vicini al voto. Il presidente Lula da Silva spera di essere rieletto ad ottobre, anche se i sondaggi indicano che c’è un pareggio tecnico con il candidato di destra, Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair. Lula Da Silva teme che Trump voglia intervenire più attivamente nella campagna elettorale brasiliana.
La sicurezza è uno dei temi principali della campagna elettorale in Brasile. E sarà anche una delle questioni da discutere nell’incontro di oggi. Ad aprile, Stati Uniti e Brasile hanno firmato un accordo per condividere informazioni destinate a combattere il traffico di droghe e di armi, inclusi i dati di raggi x dei contenitori inviati dal territorio americano verso il Brasile.
Inoltre, uno degli interessi di Trump (anche a livello di comunicazione) sarà la classificazione dei gruppi Primeiro Comando da Capital e del Comando Vermelho come organizzazioni terroristiche. Una misura che il Brasile non considera appropriata per combattere la criminalità, giacché sarebbe solo uno strumento per giustificare le azioni americane in Brasile.
L’accesso alle enormi riserve brasiliane di rame, nichel, niobio e litio sarà tema di dibattito tra Trump e Lula Da Silva. La questione è considerata legata alla sicurezza nazionale e si inserisce in un quadro più ampio di politica internazionale, considerati i rapporti del Brasile con la Cina.
Ad aprile, un’impresa americana ha chiuso un accordo miliardario per acquistare una miniera a Goiás, in Brasile, e l’affare è stato considerato uno sgarro al dialogo con il governo federale. Successivamente, il presidente brasiliano firmò un accordo un Germania per l’esplorazione di minerali e Trump ha chiesto, invece, che vuole l’accesso prioritario a questa possibilità.
I parlamentari brasiliani hanno presentato ieri un progetto di legge che cerca di incentivare l’estrazione di minerali. La normativa dovrà però attendere l’analisi del Senato per la futura approvazione.
Per Dario Durigan, ministro delle Finanze brasiliano, Lula da Silva avrà il compito di trattare questioni vincolate alla sicurezza e il commercio bilaterale: “L’obiettivo è proteggere la popolazione del Brasile, dare priorità al Paese, mantenere un dialogo costruttivo. Le aspettative per il viaggio sono molto positive”.
Durigan ha sottolineato che il governo brasiliano pretende fomentare lo sviluppo industriale interno: “I Paesi del nord sono assetati di materia prima. Anche se gli investimenti stranieri sono benvenuti, vogliamo lo sviluppo industriale del Brasile: creare posti di lavoro in associazione con le nostre università”.







