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Non solo narcotraffico. Le nuove accuse americane contro Maduro

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Una nuova indagine, seguita dal procuratore Michael Berger a marzo, prepara altre accuse contro l’ex presidente venezuelano arrestato negli Usa. Alla base ci sarebbe il reato di riciclaggio internazionale, con tracce anche in Italia. Il polemico rientro a casa di Camilla Fabri Saab

Il Dipartimento di Giustizia americano prepara una nuova indagine penale contro Nicolas Maduro. Secondo l’emittente CBS News, i procuratori federali di Miami hanno ricevuto l’ordine di aprire un nuovo dossier contro l’ex leader del regime venezuelano, perché c’è la preoccupazione che il processo in corso per i reati di narcotraffico, possesso illegale di armi e cospirazione, possa essere “debole”.

Questo nuovo processo, invece, sarebbe più consistente e potrebbe coinvolgere anche altri Paesi. L’ipotesi è che le accuse del Tribunale del Distretto Sud dello stato della Florida siano riciclaggio e delitti finanziari internazionali.

Nella trama di delitti commessi dal leader della dittatura chavista sarebbe coinvolto il suo presunto prestanome, l’imprenditore colombiano Alex Saab (qui l’articolo di Formiche.net). Saab è stato difeso più volte dal regime venezuelano ed è stato liberato dal governo del presidente Joe Biden in uno scambio di prigionieri. Era accusato di riciclaggio e corruzione nel programma pubblico di assistenza alimentaria umanitaria per il Venezuela.

Dopo l’arresto di Maduro il 3 gennaio, l’ex ministro dell’Industria, è stato di nuovo arrestato dalle autorità venezuelane in collaborazione con agenti dell’Fbi a Caracas, ed è stato estradato negli Stati Uniti. Il leader del regime, Diosdado Cabello, ha chiarito che Saab, già ministro dell’Industria del governo di Maduro, ha presentato documenti falsi ed è coinvolto in reati internazionale che devono essere approfonditi.

La nuova indagine contro Maduro, che coinvolge Saab, potrebbe aumentare la pena in caso di condanna. A guidare questo nuovo dossier sarebbe il famoso procuratore di Miami, Michael Berger, specializzato in casi penali internazionali. Secondo Cbs News, partecipa nel processo anche l’Internal Revenue Service, l’agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi all’interno del sistema tributario degli Stati Uniti.

Il caso di Saab porta anche in Italia. L’imprenditore ed ex funzionario del regime venezuelano, e la moglie italiana Camilla Fabri, hanno patteggiato con la giustizia italiana pene rispettivamente di 1 anno e 2 mesi e di 1 anno e 7 mesi di reclusione per il reato di riciclaggio e intestazione fittizia. In queste ore, nei media venezuelani (e non solo) si sono accese le polemiche dopo che il governo venezuelano ha confermato all’agenzia Efe che Fabri è uscita dal Paese per rientrare in Italia. Secondo il quotidiano El Pais, invece, l’ex viceministra per la Propaganda della dittatura chavista sarebbe volata a Miami.

La prossima udienza di Maduro e la moglie Cilia Flores davanti alla Corte Federale del Distretto Sud di New York è prevista il 30 giugno. Quella di Saab, invece, sarà a Miami il 24 giugno.


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