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Cossiga, l’Intelligence e una lezione di democrazia. Scrive Caligiuri

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Cossiga aveva intuito prima di molti altri che l’Intelligence non fosse soltanto uno strumento dello Stato, ma un elemento essenziale della democrazia. Il ricordo di Mario Caligiuri

Francesco Cossiga è stato un uomo politico che ha profondamente creduto nell’Intelligence come strumento della democrazia. L’anniversario della sua scomparsa coincide con una serie di aspetti che mettono in luce l’importanza fondamentale della sicurezza nazionale.

Come avviene da quattro anni, anche ultimamente nella guerra tra Russia e Ucraina viene sistematicamente citata nei resoconti giornalistici la parola “Intelligence”. Qualche settimana fa il settimanale francese L’Express ha dedicato ampi spazi ai Servizi europei, compilando anche una classifica che ha aperto un vivace dibattito. In Germania, è stata avviata una riforma dell’Intelligence che affronta le dinamiche più significative, a cominciare dalla disinformazione. In Italia è stato recentemente approvato un disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della difesa. Il 13 agosto a Colleferro è esploso un impianto di munizioni le cui cause non sono state ancora definitivamente accertate. Sono solo alcuni degli esempi che nelle ultime settimane stanno ponendo in rilievo l’importanza dell’intelligence.

Conclusa la sua esperienza politica, Cossiga si dedicò alle sue memorie e alla promozione della cultura dell’intelligence in Italia, per farla diventare una materia di studio nelle scuole e nelle università, allargando gli spazi del dibattito culturale nel nostro Paese.


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