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Elezioni in Brasile, è iniziata la corsa presidenziale

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È ufficialmente aperta la campagna elettorale per la presidenza del più grande Paese sudamericano. Tra i principali candidati l’ex presidente socialista Luiz Inácio Lula da Silva e questa volta Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente

Per i brasiliani quella di ieri è stata una domenica importante. È ufficialmente partita la campagna elettorale per le elezioni presidenziali previste per il 4 ottobre. In caso di pareggio, il secondo turno ci sarà pochi giorni dopo, il 25 ottobre.

Il candidato della sinistra, attuale presidente Luiz Inácio Lula Da Silva, cerca il suo quarto mandato nonostante abbia 80 anni. Il suo comizio di inaugurazione della campagna è stato nello Stadio Municipale Primero de Mayo, a São Bernardo do Campo, poco distante dalla città di São Paulo, dove si è formato come personaggio politico, leader dei sindacati e giovane oppositore della dittatura militare degli anni ’60, ’70 e ’80. Il capo del Partito dei Lavoratori ha centrato l’inizio della campagna elettorale sull’importante di combattere la criminalità e garantire la sicurezza dei brasiliani.

Stella linea per il progetto politico di Flávio Bolsonaro, primo figlio dell’ex presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro, che ha scelto però lo scenario delle spiagge di Copacabana a Rio de Janeiro per iniziare la sua campagna.

“Finché sarò vivo, non mi lascerò governare, non permetterò che la destra governi di nuovo”, ha detto Lula da Silva secondo il resoconto del comizio dell’agenzia Efe. Il socialista ha promesso una vera e propria battaglia contro i femminicidi in Brasile e lo smantellamento delle organizzazioni criminali e le loro finanze. Il Brasile è diventato il bastione di due delle principali organizzazioni criminali del Sudamericana: Primeiro Comando da Capital (PCC) e Comando Vermelho (CV).

Per Lula è anche importante frenare l’ingerenza degli Stati Uniti nei processi elettorali e bloccare qualsiasi tentativo di sfruttamento delle risorse naturali del Paese. Non ha mai nominato il rivale Bolsonaro (né padre, né figlio).

Flávio Bolsonaro, invece, ha scelto di attaccare durante tutto il discorso Lula. Ha anche parlato della violenza di genere e del crimine organizzato e delle reti di narcotraffico che regnano in Brasile. Il candidato del Partito Liberal ha anche promesso programmi sociali a favore dei più svantaggiati, la castrazione chimica per i pedofili e le condanne di “minimo otto anni” per chi ruba un cellulare. Come l’alleato americano Donald Trump, vuole considerare “terroristi” i narcotrafficanti. Secondo il primogenito di Bolsonaro, è lui l’unico capace di sedersi a negoziare accordi commerciali sia con la Cina, sia con gli Usa.

E cosa dicono i sondaggi? Ad oggi, tutti i sondaggi indicano che la corsa finale sarà tra Lula e Flávio Bolsonaro con uno stretto margine di differenza. L’ultimo report pubblicato venerdì da Quaest, sostiene che ci sarà un pareggio tecnico in un eventuale ballottaggio, ma che Lula gode del 43 % e Flávio il 40 %. Circa 4 % di brasiliani è ancora indeciso su chi votare.


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