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Venezuela, a che punto sono i negoziati tra opposizione e regime?

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Gettate le basi per i nuovi negoziati tra l’opposizione e il regime venezuelano. A guidare le conversazioni ci sono il presidente ad interim Delcy Rodriguez e Dinorah Figuera, leader dell’opposizione scelta da Washington. Perché questa volta potrebbe essere diverso? La posizione di Maria Corina Machado

 

Sono state gettate le basi per l’inizio di un ulteriore processo di dialogo tra il regime venezuelano e l’opposizione. I negoziati, guidati dal nuovo leader del chavismo, Delcy Rodriguez, e Dinorah Figuera, volto dell’opposizione scelto dagli Stati Uniti (qui l’articolo di Formiche.net), sono iniziati giovedì e hanno concordato le priorità per l’avvio del dialogo.

Ci sono stati tanti tentativi di dialogo tra l’opposizione venezuelana e la dittatura chavista. La differenza di questa volta è che a disegnare il piano di lavoro è il Dipartimento di Stato americano. La priorità per entrambe le parti sembrerebbe essere lo svolgimento di elezioni libere, previste per il 2027, e per questo, tra i primi obiettivi c’è il rinnovamento del Consiglio Nazionale Elettorale e del Potere giudiziario.

Attenzione alle vittime del terremoto e fortificazione della democrazia e dei diritti e garanzie politiche saranno tra i primi obiettivi comuni. Seguiranno il necessario rinnovamento dei poteri pubblici e l’abilitazione di alcuni politici censurati dal regime.

I negoziati partono con ritardo. Dovevano iniziare il 1° agosto ma sono stati rimandati per impegni da parte di Rodriguez e Figuera, che però si sono parlate al telefono. Ogni parte ha sei membri che sosterranno i leader nella ricerca di un concordato.

Dalla parte dell’opposizione è prevista la partecipazione di un gruppo di parlamentari dei partiti Voluntad Popular e Primero Justicia, mentre dalla parte del chavismo ci sarà il fratello di Delcy Rodriguez, Jorge Rodríguez, e la ministra di Istruzione superiore, Ana María San Juan. Resta fuori la leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado. I politici Henry Ramos Allup di Acción Democrática e Henrique Capriles Radonski di Primero Justicia hanno chiesto formalmente l’inclusione di Machado nel processo di dialogo con il regime.

“Abbiamo alle spalle 25 anni di riunioni, speriamo risultati e fatti. L’obiettivo è chiarissimo: vogliamo vedere tutti i prigionieri politici civili e militari di ritorno alle loro case; tutti i media dicendo liberamente la verità senza paura di essere censurati; tutti gli elementi di tortura e repressione smantellati, non bisogna dare più tempo”, ha dichiarato in un’intervista recente Machado. Per lei è urgente la definizione di un calendario di elezioni presidenziali, parlamentarie e regionali. “Che sia la voce del popolo ad esprimersi. Questo sarà la transizione”, ha concluso.


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