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La Cuba che Raúl non riuscì a cambiare. Il racconto di Vecchioni

Di Domenico Vecchioni
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Raúl Castro comprese prima di molti altri le crepe del sistema costruito dal fratello Fidel. Aprì al mercato, all’iniziativa privata e al disgelo con gli Stati Uniti, senza però mettere mai in discussione il monopolio politico del regime. Il risultato fu un riformismo rimasto a metà, che ha consegnato a Díaz-Canel una Cuba modernizzata in alcuni aspetti ma ancora prigioniera delle sue contraddizioni. L’analisi di Domenico Vecchioni, già ambasciatore d’Italia a Cuba

Raúl Castro comprese prima di molti altri le crepe del sistema costruito dal fratello Fidel. Aprì al mercato, all’iniziativa privata e al disgelo con gli Stati Uniti, senza però mettere mai in discussione il monopolio politico del regime. Il risultato fu un riformismo rimasto a metà, che ha consegnato a Díaz-Canel una Cuba modernizzata in alcuni aspetti ma ancora prigioniera delle sue contraddizioni. L’analisi di Domenico Vecchioni, già ambasciatore d’Italia a Cuba

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