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Chi è Nathanaël Combary, il giovane (di destra) che guida le protesta in Francia

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Dall’inizio delle proteste in Francia, diversi giovani sono emersi come figure di spicco (a destra e sinistra) del movimento studentesco. Tra questi c’è Nathanaël Combary, il diciottenne che sfida Mélenchon

Nathanaël Combary è un ragazzo di 18 anni impegnato in politica. È presidente del consiglio di amministrazione del Liceo Renouveau èd è diventato uno dei principali volti della mobilitazione che ha acceso le piazze della Francia.

Dall’inizio delle manifestazioni, Combary si è impegnato a portare avanti la sua visione di trasformazione del sistema scolastico francese. Un’idea simile a quella di giovani esponenti della sinistra, come il giovanissimo Elwan B. (qui l’articolo di Formiche.net), anche se con origini e tendenza diverse.

Come riferisce il quotidiano Le Figaro, Combary da poche settimane non frequenta più le scuole superiori, ma continua a rappresentare gli studenti. È ospite fisso in programma televisioni, dove sostiene le rivendicazioni degli studenti e la prosecuzione del movimento. Si è recato al Ministero dell’Istruzione Nazionale con altri leader di organizzazioni studentesche per chiedere spiegazioni al ministro Édouard Geffray. Ha una posizione più moderata, rispetto ad altri, sulla piattaforma Parcoursup, sistema di ammissione all’istruzione superiore in Francia, e ha preso le distanze dagli episodi di violenza nelle proteste.

Ma la notorietà è arrivata davvero quando sulla piattaforma X, il leader di sinistra Jean-Luc Mélenchon ha definito Combary come un “finto studente liceale orchestrato da BFM (emittente televisivo, ndr) e di essere “pagato senza dirlo dalla Renaissance”. Il leader di La France Insoumise lo ha accusato di denunciare la cooptazione politica del movimento.

Combary aveva iniziato uno stage a fine agosto presso Minerva, un’agenzia diretta da Louis Jublin, ex consigliere del premier Gabriel Attal. Tuttavia, il ragazzo sostiene di aver lasciato questa azienda prima della sua prima apparizione sui media e afferma di non aver “mai nascosto i suoi impegni politici”.


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