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Chi (non) ha vinto le primarie socialdemocratiche in Francia

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Con il 66% dei voti, gli elettori della sinistra francese hanno scelto il prossimo candidato ufficiale per le presidenziali. Eurodeputato, Raphaël Glucksmann è un leader moderato – rispetto a Mélenchon – con un passato da giornalista. Il suo progetto di una sinistra “unita” per governare la Francia

Raphaël Glucksmann è il nuovo leader della socialdemocrazia francese. Sarà lui il candidato di questa frazione politica alle presidenziali del 2027. Con il Partito Socialista, l’eurodeputato ha ottenuto il 66,17% dei voti, vincendo sul segretario socialista Olivier Faure, che ha ricevuto solo il 14,5% dei voti, e l’ex ministra Ségolène Royal, con il 7%. Molto indietro anche i pre-candidati Emmanuel Maurel e Jérôme Guedj.

Una vittoria che invia un chiaro messaggio, secondo Glucksmann, fondatore del partito Place Publique. “Questo risultato dice qualcosa di potente – ha dichiarato il candidato -: una sinistra fedele ai suoi valori può unire, governare e vincere”. Per lui si può “parlare di giustizia, di ecologia e di Repubblica senza dovere rinunciare a nulla”.

Gli ultimi sondaggi indicano che Glucksmann potrebbe ottenere il 10% dei voti, molto poco per aspirare al secondo turno, dove molto probabilmente ci sarà la candidata dell’estrema destra strada Marine Le Pen. Glucksmann ha negato qualsiasi alleanza con il candidato di La Francia Insumisa, Jean-Luc Mélenchon. La strada è ancora in salita: il socialdemocratico dovrà anche misurarsi con l’ex presidente socialista, François Hollande, che si prevede annuncerà la sua candidatura alle presidenziali a dicembre.

Nato a Boulogne-Billancourt nel 1979, Glucksmann è europarlamentare dal 2019 ed è stato giornalista. È figlio del filosofo francese di origine ebraica André Glucksmann. Ha frequentato la prestigiosa università Sciences Po di Parigi e ha contribuito a molti movimenti democratici in Georgia ed Ucraina. Infatti, è stato consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili fino al 2013. Rientrato in Francia, è stato direttore del giornale Le Nouveau Magazine Littéraire.

Il suo progetto politico incarna una sinistra moderata, molto diversa da quella concepita da Mélenchon, che critica l’Europa e sembra condividere visioni con Mosca e Pechino. Glucksmann critica la persecuzione agli uiguri in Cina e l’ingerenza di Mosca nelle democrazie occidentali.


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