AppLI e SIO vincono i Digital Innovation Awards nelle categorie “AI per l’Europa” e “Pubblica Amministrazione Digitale”. Oltre 60mila utenti registrati, Regioni e Inps in co-progettazione, architetture aperte: i riconoscimenti arrivano a valle di una scelta di metodo, non all’inizio
Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ricevuto due Digital Innovation Awards 2026 al Digital Innovation Forum di Cernobbio, promosso dalla Fondazione Innovazione Digitale dal 14 al 16 ottobre. Il premio “AI per l’Europa” è andato ad AppLI, l’Assistente personale per il lavoro in Italia realizzato in collaborazione con l’Inps; quello “Pubblica Amministrazione Digitale” a SIO, il Sistema intelligente dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Si tratta di due piattaforme basate su intelligenza artificiale agentica, sviluppate con il partner tecnologico BIP, che il Ministero presenta come componenti complementari di un’unica strategia: servizi digitali nazionali per i cittadini e strumenti di conoscenza per le istituzioni.
La scelta di metodo viene prima dei premi e li spiega. Invece di moltiplicare applicazioni e sportelli, il ministero guidato da Marina Calderone ha puntato sulle piattaforme nazionali, interoperabili e co-progettate con chi i servizi li eroga davvero: l’Inps, tutte le Regioni, gli enti del sistema del lavoro. Il perno è il SIISL, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa nato per gestire le misure di sostegno al reddito e di attivazione e diventato l’infrastruttura su cui si innestano i nuovi servizi. AppLI è uno di questi: nato come coach sperimentale per i giovani Neet, è oggi aperto a tutti i cittadini maggiorenni con Spid o Cie e dialoga in linguaggio naturale per orientare, far emergere le competenze, cercare offerte di lavoro e di formazione, preparare curriculum e colloqui.
A un anno dall’apertura al pubblico, AppLI ha superato i 60mila utenti registrati con identità digitale, ai quali si aggiungono quanti lo consultano senza autenticarsi; più di un utente su tre è tornato per usare più servizi; il gradimento medio è 7,4 su 10 e l’87% dichiara di preferire il dialogo conversazionale ai canali tradizionali. Il dato più eloquente è però un altro e ciòè un uso volontario nonostante non sia un servizio connesso a erogare benefici economici.
SIO opera sull’altro versante dello stesso mandato: non il cittadino, ma la decisione pubblica. È l’infrastruttura cognitiva dell’Osservatorio istituito dalla legge 132 del 2025, lungo un percorso avviato al G7 Lavoro a presidenza italiana del settembre 2024. Raccoglie, con indagini conversazionali, come imprese e lavoratori usano davvero l’intelligenza artificiale; organizza la conoscenza in una base condivisa tra esperti e agenti software; rende tracciabile ogni elaborazione, perché una risposta che orienta una politica pubblica deve poter essere ricostruita e verificata. L’obiettivo dichiarato è un modello previsionale del mercato del lavoro italiano, un “gemello digitale” capace di anticipare come cambieranno professioni e competenze, con servizi dedicati a Pmi e professionisti.
C’è infine una scelta industriale che la categoria “AI per l’Europa” coglie bene: entrambe le piattaforme poggiano su architetture agentiche modulari e indipendenti dai singoli modelli linguistici, così da poter adottare nel tempo anche modelli europei. Per una Pubblica amministrazione non è un dettaglio: è la differenza tra usare l’innovazione e dipenderne.
Per questo i premi di Cernobbio – che seguono il doppio riconoscimento “PA e futuro” al ForumPA 2026 e la selezione di AppLI tra i finalisti degli European Digital Skills Awards della Commissione europea – non rappresentano, fanno sapere al ministero, un punto di partenza nè di arrivo ma, più semplicemente, la conseguenza di un metodo di innovazione connesso alle transizioni che viviamo.
















