Skip to main content

Chi è Navi Pillay, il Premio Nobel per la Pace che ha fatto arrabbiare Trump e Israele

CONDIVIDI SU:
Aggiungi Formiche su Google

Eccezionale coraggio e integrità nel suo lavoro contro i crimini di guerra. La vita di Navanethem “Navi” Pillay, già giudice della Cpi e presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, che ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2026 e le reazioni del presidente degli Stati Uniti e del ministero degli Esteri israeliano

Navanethem ‘Navi’ Pillay, giurista sudafricana di 85 anni, è il Premio Nobel per la Pace 2026. Nata il 23 settembre 1941 a Durban, in una famiglia di origine tamil indiana, Pillay è cresciuta sotto il regime di segregazione razziale sudafricano, diventando una delle prime donne di origine indiana ad esercitare la professione di avvocata nel Paese. Durante l’apartheid ha difeso oppositori politici del regime. Un nome per tutti Nelson Mandela.

Laureata in Giurisprudenza all’Università del Natal, in Sudafrica, ha proseguito gli studi ad Harvard. Dopo la fine dell’apartheid, nel 1995 è diventata giudice dell’Alta Corte sudafricana. Ha ricoperto incarichi al Tribunale penale internazionale per il Ruanda, facendo parte di quelle che furono considerate sentenze storiche, che hanno riconosciuto come lo stupro e la violenza sessuale possono costituire atti di genocidio e crimini contro l’umanità.

In seguito è stata giudice della Corte penale internazionale dell’Aia. Dal 2008 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, occupandosi delle principali crisi internazionali. Cofondatrice dell’organizzazione Equality Now, impegnata nella difesa dei diritti delle donne, Pillay ha contribuito allo sviluppo della giurisprudenza internazionale sulla violenza sessuale nei conflitti armati. Ha lasciato la presidenza della commissione nel 2025. Attualmente è giudice ad hoc designato dal Gambia nel procedimento davanti alla Corte internazionale di giustizia in cui il Myanmar è accusato di genocidio contro la minoranza rohingya.

Pillay, come presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente dell’Onu sul territorio palestinese occupato, nel 2025 ha accusato Israele di genocidio a Gaza. “Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele”, è stata la reazione del ministero degli Esteri israeliano in una nota. Anche il presidente americano, Donald Trump, su Truth ha criticato duramente l’assegnazione. Ha conidiviso infatti un post dello studio legale che fa capo a David Schoen nel quale si dice che “oggi il Comitato per il Nobel si è screditato in modo irreparabile e ha svilito il Premio Nobel per la Pace, un tempo prestigioso, assegnandolo a Navi Pillay delle Nazioni Unite. Nel suo ruolo ha celebrato i terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una ‘indagine fasulla’, sostenendo di aver accertato che Israele ha commesso un genocidio e sollecitando un procedimento giudiziario. Non ha alcuna credibilità in nessun ambito serio e non ha mai fatto nulla per promuovere la Pace”.

Secondo il comitato per il Nobel invece Pillay “attraverso procedimenti giudiziari internazionali di importanza storica, ha dimostrato che le misure giuridiche possono contribuire a prevenire atti di guerra e violenza. Navi Pillay ha inoltre contribuito a rafforzare le istituzioni del diritto internazionale. La sua indipendenza, la sua competenza e la sua fermezza l’hanno resa una delle giuriste internazionali più stimate del nostro tempo”.

“Nell’assegnare il Premio Nobel per la pace di quest’anno, il Comitato Nobel norvegese intende ricordare al mondo che lo Stato di diritto – sia a livello nazionale che internazionale – costituisce il fondamento del sistema creato per garantire la pace e risolvere i conflitti in modo non violento. La pace richiede giustizia. La storia ha dimostrato che un mondo privo dello Stato di diritto è ingiusto, sconsiderato e disumano. I giudici – custodi di quel sottile confine tra ordine e caos – meritano dunque il nostro più vivo apprezzamento. Tuttavia, oggi, mentre questi stessi giudici subiscono sanzioni e le loro istituzioni vengono attaccate, abbiamo bisogno di persone dotate di coraggio, lungimiranza e determinazione: qualità che Navi Pillay dimostra costantemente nel suo operato. Navi Pillay ha chiamato Stati e leader nazionali a rispondere delle proprie azioni, infondendo speranza nelle vittime di violenze e conflitti. In tutti gli incarichi ricoperti, ha sottolineato la responsabilità di individui e Stati nel rispettare lo Stato di diritto, contribuendo inoltre a definire le norme e i principi giuridici in materia. La sua influenza è stata determinante quando il Tribunale penale internazionale per il Ruanda ha stabilito che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire crimini contro l’umanità – oltre che genocidio. Nel medesimo procedimento, Navi Pillay ha svolto un ruolo chiave in un’altra importante svolta giuridica: per la prima volta, un imputato è stato accusato di istigazione al genocidio sulla base della sola diffusione di propaganda”, concludono la motivazione.


×

Iscriviti alla newsletter