La figlia della leader venezuelana ha ritirato il riconoscimento. La questione della sicurezza, il sostegno dei presidenti alleati presenti e un dettaglio floreale che ricorda la foresta amazzonica e lo spirito di resilienza…
“Il Venezuela respirerà di nuovo. Ci abbracceremo di nuovo, ci innamoreremo di nuovo, sentiremo le nostre strade riempirsi di risate e musica”. Con questa frase, piena di speranza, si è concluso il discorso di Maria Corina Machado, premio Nobel per la Pace 2025, letto dalla figlia Ana Corina Sosa Machado durante l’emozionante cerimonia di premiazione.
Persino il re Harald V di Norvegia si è alzato in piede in una standing ovation per la leader dell’opposizione venezuelana, assente all’evento in suo onore a Oslo per motivi di sicurezza e logistica.
Nel suo discorso, Machado sottolinea come “anche la democrazia più forte si indebolisce quando i suoi cittadini dimenticano che la libertà è qualcosa che non dobbiamo aspettare, ma qualcosa alla quale dobbiamo dare vita. È una decisione personale, conscia, la cui pratica quotidiana dà forma a un’etica cittadina che deve rinnovarsi ogni giorno”.
“Apriremo le porte delle prigioni e guarderemo migliaia di persone ingiustamente detenute uscire al caldo sole finalmente abbracciate da coloro che non hanno mai smesso di lottare per loro […] La pace, in un’ultima istanza, è un atto di amore. E quell’amore ha già messo in moto il nostro futuro”, ha aggiunto la figlia di Machado.
Kristian Berg Harpviken, direttore dell’Istituto Nobel, aveva anticipato all’emittente di servizio pubblico norvegese Nrk che sarebbe Ana Corina Sosa Machado, figlia di Maria Corina Machado, a leggere il discorso scritto da Machado. Presenti anche altri due figli di Machado e la mamma. Il premio Nobel per la Pace consiste in una medaglia d’oro colombiano di 6,6 centimetri di diametro e 196 grammi di peso, e un assegno di un milione di euro.
La nota oppositrice di Maduro (e prima ancora di Hugo Chávez) vive nella clandestinità in Venezuela a causa delle minacce di arresto da parte del regime di Maduro. Non è chiaro se sia riuscita a uscire dal Paese e nessuno sa con certezza dove si trova attualmente. Lo stesso Harpviken ha detto che non sanno dove vive e per la sua sicurezza “poche persone sono a conoscenza di dove si trovi e come si muova Machado”.
Jørgen Watne Frydnes, capo del Comitato Nobel per la Pace, aveva qualificato il viaggio come molto “pericoloso”, per le possibili rappresaglie di Maduro, e aveva insistito sull’importanza di garantire la sicurezza di Machado, assicurando alla leader la possibilità di rientrare in Venezuela.
I PRESIDENTI PRESENTI
Oltre alla famiglia e agli affetti più vicini, Machado ha voluto invitare ufficialmente anche il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa; il presidente del Paraguay, Santiago Peña e il presidente dell’Argentina, Javier Milei. Mulino ha dichiarato che è a Oslo per sostenere Machado e l’opposizione del Venezuela, e ha sottolineato che “come cittadino del Panama, come presidente e come democratico, è una grande opportunità essere a Oslo, supportare questa grande donna simbolo della lotta tenace contro una dittatura che mantiene il popolo del Venezuela oppresso”.
LA CERIMONIA
Il programma ufficiale della cerimonia è cominciato ieri pomeriggio, con una conferenza stampa dell’Istituto Nobel per la pace e una cena in onore di Machado nell’albergo Grand Hotel nel centro di Oslo. Saranno presenti anche i membri della famiglia reale norvegese, re Harald V e Sonia, i principi Haakon e Mette-Marit e Ingrid Alexandra, nonché deputati locali, rappresentanti della società civile e diplomatici. Quest’anno sarà installato uno schermo all’aperto ed è previsto l’arrivo di migliaia di venezuelani in esilio in Europa. Negli ultimi anni l’ondata di migrazione venezuelana è diventata la più grande della storia contemporanea, con circa 8 milioni di persone che hanno lasciato il Paese sudamericano (più del flusso migratorio della Siria e dell’Ucraina).
Durante la cerimonia di premiazione è prevista l’interpretazione di una delle canzoni favorite di Machado, “Mi Querencia” di Simón Díaz da parte dell’artista Gabriela Montero. Il comitato del Nobel ha spiegato che “Gabriela Montero è una famosa pianista, compositrice e difensora dei diritti umani venezuelana. Premio Vaclav Havel de Dissidenza Creativa, utilizza la musica e il suo profilo pubblico per affrontare l’urgente crisi socio politica in Venezuela”.
All’evento canterà anche l’artista venezuelano Danny Ocean. Tanto lui come Maria Corina “sono voci attive e portavoce di fronte alle realtà sociali ed umanitarie che vive il Venezuela, elevando la conversazione globale sulla situazione del Paese, la sua gente e la sua cultura”, spiega un comunicato dell’agente di Ocean. La cerimonia, dunque, riunirà due artisti che sono “rappresentanti di una generazione di venezuelani che promuove un messaggio di resilienza, unione ed speranza”, sostiene l’Istituto Nobel.
IL DETTAGLIO FLOREALE
Un dettaglio interessante e significativo riguarda la decorazione floreale della cerimonia. Sul sito del premio Nobel per la Pace si legge che negli anni precedenti ogni vincitore è stato circondato da composizioni floreali al Municipio di Oslo. Questa volta, invece, saranno piante in vaso, tutte della stessa famiglia di piante: le Bromelie.
“In natura, molte di queste piante sono epifite, vivono sugli alberi sotto la volta della foresta pluviale, dove prosperano grazie alle sostanze nutritive provenienti dal materiale vegetale morto e dalla pioggia che le bagna – si legge nella spiegazione -. Così, in onore della vincitrice del Premio Nobel per la Pace di quest’anno, María Corina Machado, il Municipio di Oslo si trasforma in un piccolo angolo di foresta pluviale amazzonica”.
Quando i riflettori saranno spenti e la cerimonia finirà, le decorazioni saranno smontate e la maggior parte di queste piante verrà accuratamente rimossa e distribuita come regalo alle case di cura per anziani locali. “In questo modo, il Premio Nobel per la Pace 2025 potrà diffondere gioia a livello locale”, conclude l’organizzazione.







