Un saggio contro le semplificazioni del nostro tempo. In “Ma anche no” don Fabio Rosini smonta la logica dell’aut-aut e rilancia l’“et-et” come cifra autentica del pensiero cattolico: tenere insieme verità e carità, giustizia e misericordia, senza cadere nel relativismo né nel manicheismo. Un libro che invita al discernimento, al distacco dalle idolatrie ideologiche e a una fede capace di abitare la complessità senza paura. La recensione di Delle Site
Viviamo in un tempo in cui ogni idea forte, ogni impulso vero, viene subito amputato o deformato in un sì urlato oppure in un no altrettanto gridato.
Polarizzazioni manichee, assolutismi, semplificazioni aprioristiche: non sono soltanto malanni retorici, ma eresie del nostro presente, eretiche perché impediscono davvero di guardare la realtà nella sua integrità, con le sue tensioni, le sue ambiguità, le sue possibilità.
È qui che entra “Ma anche no” di don Fabio Rosini, un libro che non è solo un testo di saggezza pratica, ma piuttosto una terapia culturale e spirituale per la nostra epoca confusa e un invito al recupero del vero pensiero cattolico, oggi latitante.
Rosini, biblista e sacerdote romano, docente di comunicazione e trasmissione della fede presso la Pontificia Università della Santa Croce, non propone nell’ultimo volume una fuga consolatoria dalla complessità, ma una sfida radicale alla logica dell’aut-aut.
Contrariamente alla dicotomia che dilaga ovunque (“o… o”), egli ripropone, con eleganza teologica e psicologica, l’arte dell’“et-et”: la capacità di tenere insieme verità e carità, impegno e leggerezza, tensione e riposo.
Questa non è neutralità tiepida, ma un modo cristiano di comprendere la realtà nella sua pienezza senza tradire nessuna delle sue polarità costitutive.
La logica dellʼet-et è propria del cattolicesimo in cui tutto alla luce della fede si tiene, anche i contrari, e si differenzia dalla logica dell’aut-aut propria dellʼeresia ma anche della posizione del “sì, ma” propria di una certa morale situazionista.
Rosini non fa altro che rimettere al centro questa evidenza dimenticata: la verità cattolica non è mai un assoluto isolato, ma una verità tenuta insieme ad altre verità. Grazia e natura. Giustizia e misericordia.
Legge e libertà. Croce e resurrezione. Quando una di queste polarità viene assolutizzata, la fede degenera in eresia.
In un’epoca in cui la società sembra dominata da eresie antiche e nuove – da posizioni che idolatrano opinioni illusorie oppure demonizzano chiunque non si allinei – Rosini smonta con pazienza e profondità queste semplificazioni. Il punto di partenza non è un attacco alla modernità, bensì una riscoperta del discernimento: capire quando è necessario dire “ma anche no”.
Questo rifiuto non è una rinuncia debole, ma un attributo di libertà che ci ricolloca davanti alla verità con umiltà e coraggio.
Il cuore del messaggio di Rosini – che fa dell’“et-et” un principio centrale – è una pratica umana e liberante: il distacco autentico da ciò che ci imprigiona, l’autoironia che rompe l’ego superbo e vanaglorioso, la preghiera che ci radica in Dio e non nelle nostre rassicurazioni. Viviamo in una cultura che ha paura della tensione, che cerca rifugio nelle certezze spicciole, che confonde risposte rapide con verità profonde.
Il libro di Rosini ci ricorda che nella complessità non siamo soli, ma in compagnia di una tradizione che sa guardare la contraddizione non come nemica, ma come terreno di crescita. Il manicheismo – la divisione del mondo in buoni e cattivi, puri e impuri, salvati e dannati – non è mai stato cattolico. È sempre stato una scorciatoia per chi ha paura della complessità dell’Incarnazione.
La medicina proposta da questo volume è duplice: distacco e misericordia. Distacco dalle idolatrie di pensiero e dalle identificazioni immediate; misericordia verso chi non la pensa come noi, verso chi ha paura di cambiare, verso chi assolutizza o banalizza ciò che assoluto o banale non è.
È questa misericordia, mostra Rosini, che permette un reale equilibrio: non un compromesso tiepido, ma una integrità capace di abbracciare tensioni, prese di posizione e paradossi vitali.
In definitiva, “Ma anche no” è forse il miglior libro di don Fabio Rosini, è un antidoto alle riduzioni che avvelenano il dialogo sociale e ecclesiale, una bussola per chi vuole vivere con profondità piuttosto che con semplificazioni.
In un’epoca plurale e disordinata, Rosini ci insegna che la vera forza non è l’imposizione di un’unica narrazione, ma la capacità di reggere l’ambiguità senza tradire la verità. In questo senso, il libro rappresenta la vera medicina di cui oggi abbiamo bisogno.












