Il prossimo 8 febbraio i giapponesi andranno a votare. Sulla scheda elettorale ci sarà da una parte il Partito Liberale Democratico (Pld) con il premier uscente Shigeru Ishin, mentre dall’altra parte c’è il Partito Costituzionale Democratico del Giappone (Pdc) con i buddisti conservatori Komeito. Le aspirazioni della premier Takaichi
È arrivata la conferma: il Giappone andrà al voto anticipato. In una conferenza stampa, il primo ministro giapponese, Sanae Takaichi, ha annunciato lo scioglimento delle Camere, previsto per la sessione parlamentare di questo venerdì.
Per superare in maniera definitiva l’instabilità politica del Paese, la premier ha confermato che le elezioni saranno anticipate al prossimo 8 febbraio, quando inizialmente erano in programma per l’estate del 2028. Tra una settimana, invece, comincerà la nuova campagna elettorale.
La decisione non è inusuale. Secondo la stampa internazionale, è molto comune che i primi ministri giapponesi che arrivano al potere grazie alle primarie scelgono di convocare elezioni generali all’inizio del mandato per sfruttare la loro popolarità e rafforzare la legittimità politica.
L’ultimo sondaggio del quotidiano giapponese Asahi Shimbun, riferito dall’Abc, indica che Takaichi gode di più del 67% del consenso elettorale, anche se ha avuto poco tempo per dimostrare le sue capacità in quanto a gestione del bilancio e dell’economia interna. Il suo obiettivo sarà migliorare le condizioni economiche del Paese, seguendo le linee guide del suo maestro, Shinzo Abe.
Sulla politica estera, Takaichi ha confermato una nuova alleanza con gli Stati Uniti e si è avvicinata positivamente alla Corea del Sud. Con la Cina, invece, è partita con buon piede ma negli ultimi mesi l’intesa iniziale è svanita a causa dell’ipotetica risposta del Giappone in caso di un’invasione cinese a Taiwan e la reazione del governo cinese.
Lo scenario elettorale di febbraio in Giappone presenta da una parte il Partito Liberale Democratico (Pld) con 199 seggi, nel quale Takaichi ha vinto le primarie, e il premier uscente Shigeru Ishin (con 34 seggi), mentre dall’altra parte c’è il Partito Costituzionale Democratico del Giappone (Pdc) con 148 e i buddisti conservatori Komeito con 24 seggi.
La scorsa settimana entrambe le formazioni politiche hanno creato l’Alleanza del Centro Riformista, in risposta alla svolta verso destra della politica giapponese. Al centro, il Partito Democratico per il Popolo (Pdpp) con 27 seggi.
















