Ecco la storia della Delta Force, l’unità d’élite dell’Esercito degli Stati Uniti d’America, considerata una delle forze speciali più abili, selettive e temute al mondo, protagonista delle operazioni più audaci, rischiose e importati degli ultimi anni
In seguito all’arresto del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro l’attenzione internazionale è tornata a posarsi sulla Delta Force, l’unità d’élite dell’esercito statunitense che da decenni opera nell’ombra. Ogni volta che il suo nome riaffiora, si riaccende il fascino che da sempre la circonda: un reparto invisibile e silenzioso, protagonista delle operazioni più importati e audaci degli ultimi anni. Questa è la sua storia.
LE FORZE SPECIALI TIER ONE
La Delta Force, ufficialmente denominata 1st Special Forces Operational Detachment – Delta (1st Sfod-D), è un’unità dell’Esercito degli Stati Uniti creata per eseguire operazioni speciali, dipendente dal Joint Special Operations Command – Jsoc, Comando Congiunto per le Operazioni Speciali. La Delta Force, unitamente all’Intelligence Support Activity e alle sue controparti della Marina e dell’Aeronautica, Devgru, meglio noto come Seal Team 6 e il 24th Special Tactics Squadron, rappresentano le unità delle forze speciali «Tier one», cioè quelle di primo livello, incaricate di svolgere le missioni più segrete, complesse e pericolose.
LA NASCITA
La nascita della Delta Force è legata alla figura leggendaria del colonello Charles Alvin Beckwith, un coriaceo ufficiale americano che nel 1962, durante un periodo di scambio avvenuto con il 22° Sas britannico, una delle prime forze speciali del mondo, rimase colpito dall’efficacia dei piccoli team autonomi, addestrati per operare dietro le linee nemiche con standard elevatissimi. Sopravvissuto a una grave leptospirosi (i medici gli avevano dato tre settimane di vita) e a una ferita all’addome causata da un proiettile calibro .50 ricevuta in Vietnam (i chirurghi lo avevano dato per spacciato), Beckwith, continuò a proporre la creazione di un’unità simile al Sas, ma le sue idee furono ignorate fino agli anni ’70, quando il dilagare del terrorismo internazionale spinse il Pentagono a creare un’unità antiterrorismo.
UOMINI CON SOLO UN PIZZICO DI PARANOIA
Il 19 novembre 1977 la Delta Force venne ufficialmente attivata a Fort Bragg, segnando la nascita di una delle unità d’élite più importanti dell’esercito statunitense. Il comando fu affidato al colonnello Beckwith che la concepì come un’unità composta esclusivamente da soldati altamente specializzati, selezionati con criteri durissimi e addestrati per affrontare situazioni imprevedibili, missioni ad altissimo rischio e contesti internazionali estremamente delicati: Beckwith descrisse gli uomini ideali per il reparto come “solitari, in grado di operare autonomamente anche in assenza di ordini, uomini con solo un pizzico di paranoia”. Questa visione diede vita a un reparto capace di intervenire con rapidità, discrezione e precisione chirurgica, destinato a diventare nel tempo uno dei pilastri delle operazioni speciali statunitensi.
L’ORGANIZZAZIONE
Oggi la Delta Force è strutturata in squadroni d’assalto progettati per l’azione diretta e distinti dalle lettere A, B, C, D. Ogni squadrone è diviso in tre plotoni, uno di cecchini e ricognitori soprannominato Sniper/Recce Troop e due da combattimento chiamati Assault Troop. All’interno dei plotoni di combattimento esistono poi quattro squadre formate da cinque operatori ciascuna e guidate da un caposquadra. Questi squadroni sono quelli che partecipano alla stragrande maggioranza delle operazioni sul campo, mentre tutti gli altri operano come supporto.
LA SEASPRAY
Tra gli squadroni di supporto c’è lo Squadrone E, che fornisce supporto aereo grazie ad una piccola flotta di elicotteri leggeri Ah-6 e Mh-6 Little Bird. Si sa poco dello squadrone E, ma è noto che nacque nel 1981 come unità congiunta per le operazioni segrete dell’Esercito e della Cia nota come SeaSpray, ma questa come sempre è un’altra storia.
GLI ALTRI SQUADRONI
Gli altri squadroni di supporto comprendono lo Squadrone G dedicato alle operazioni clandestine sensibili e il Combat Support Squadron che fornisce unzioni di supporto con esperti di armi di distruzione di massa, assistenza medica, intelligence e logistica.
IL COMPUTER NETWORK OPERATIONS SQUADRON
Tra gli altri squadroni della Delta Force c’è il Cnos, Computer Network Operations Squadron, formato da hacker informatici organizzati per diversi scopi, come la ricerca e la fissazione di obiettivi da sottoporre agli squadroni d’assalto. Il gruppo fu formato ufficiosamente negli anni ’90 da alcuni operatori Delta esperti di tecnologia e specializzati nella sorveglianza, poi iniziò poi a crescere e, dopo l’11 settembre, divenne un’unità autonoma, poiché il comando Delta ne comprese appieno l’utilità nel millennio digitale.
IDENTIFICARE E TARGETTIZZARE I TERRORISTI
Gli hacker dell’unità collaborano con diverse unità di intelligence come la Cia, l’Isa e le unità interne di cyber-guerra del Jsoc. Gli operatori del Cnos si sono infiltrati clandestinamente in diversi paesi e hanno preso di mira pesantemente gli Internet café in Medio Oriente per identificare e targettizzare i terroristi. Il Cnos, ad esempio, ha infettato il computer di un terrorista con un software di riconoscimento della battitura, altre volte attivava di nascosto una webcam, se il computer ne aveva una, consentendo alla task force di identificare con certezza un bersaglio.
SELEZIONE
Per quanto riguarda l’iter di selezione per entrare nella Delta Force, il percorso è considerato uno dei più duri al mondo. All’interno delle forze armate statunitensi esistono diverse “vie d’accesso”: molti candidati provengono dai Rangers o dai Berretti Verdi, reparti già altamente specializzati. Tuttavia, anche i soldati appartenenti a unità convenzionali possono presentarsi alle selezioni, purché soddisfino gli elevati standard fisici e psicologici richiesti.
LONG WALK
La fase di selezione, nota informalmente tra i militari come “Long Walk”, la Lunga Marcia, è avvolta dal massimo riserbo, ma è risaputo che metta alla prova resistenza, capacità di orientamento, autonomia decisionale e determinazione mentale attraverso prove estenuanti condotte in ambiente isolato.
ADDESTRAMENTO TOP SECRET
L’addestramento vero e proprio della Delta Force resta top secret, ma ciò che è noto testimonia un percorso estremamente impegnativo: tecniche avanzate di tiro e Close Quarters Battle, operazioni antiterrorismo, liberazione ostaggi, movimenti clandestini, pianificazione missioni e un’intensa formazione psicologica. È universalmente riconosciuto come uno dei programmi più severi e sfidanti al mondo, concepito per forgiare operatori in grado di affrontare situazioni ad altissimo rischio e del tutto imprevedibili.
LE OPERAZIONI
La maggior parte delle operazioni compiute dalla Delta Force sono classificate, ma sappiamo con certezza che hanno partecipato alle principali campagne militari americane degli ultimi anni.
L’OPERAZIONE EAGLE CLAW
Poco dopo la costituzione della Delta Force scoppiò la crisi degli ostaggi in Iran, e l’unità venne coinvolta nella complessa operazione Eagle Claw. Si trattò di una missione estremamente articolata, caratterizzata da numerose e imprevedibili variabili e da una difficile coordinazione tra diverse componenti delle forze armate statunitensi. L’operazione prevedeva l’impiego congiunto di assetti dell’Aeronautica Militare, unità terrestri specializzate e team della Delta Force incaricati del recupero diretto degli ostaggi. Nonostante l’accurata pianificazione, l’intervento si concluse con un fallimento a causa di una serie di problemi tecnici, di condizioni ambientali avverse e di una concatenazione di imprevisti che resero impossibile portare a termine la missione.
OPERAZIONE URGENT FURY
Successivamente, la Delta Force partecipò a numerose operazioni che hanno contribuito a consolidarne la reputazione come una delle migliori unità d’élite delle forze speciali statunitensi. Tra queste vi fu l’operazione Urgent Fury, l’invasione dell’isola di Grenada nel 1983, condotta dagli Stati Uniti contro il governo militare di Hudson Austin, salito al potere dopo un colpo di Stato. In quella circostanza, la Delta ebbe il compito di liberare ostaggi e neutralizzare punti strategici, operando in coordinamento con Rangers, Navy Seals e altre componenti delle forze armate.
OPERAZIONE NIFTY PACKAGE
Un altro intervento di rilievo fu l’operazione Nifty Package del 1989, nel contesto dell’invasione di Panama. In questa missione gli operatori della Delta, insieme ai Navy Seals, ebbero un ruolo chiave nella localizzazione e nella successiva cattura del presidente panamense Manuel Noriega, accusato dagli Stati Uniti di narcotraffico e legami con il cartello di Medellín. L’operazione, condotta con rapidità e precisione, rappresentò uno dei successi più significativi della Delta nella lotta al crimine internazionale.
OPERAZIONI DESERT SHIELD E DESERT STORM
Durante le operazioni Desert Shield nel 1990 e Desert Storm nel 1991, la Delta Force fu impiegata sia in una serie di missioni di ricognizione che in azioni dirette particolarmente delicate. In questo teatro operativo, gli uomini della Delta svolsero un ruolo fondamentale nella localizzazione e neutralizzazione dei sistemi missilistici Scud iracheni, una delle principali minacce per le forze della coalizione e per gli stati confinanti, in particolare per Israele.
OPERAZIONE GOTHIC SERPENT
Nel 1993, gli uomini della Delta Force furono coinvolti nell’Operazione Gothic Serpent in Somalia, il cui scopo era la cattura del signore della guerra somalo Mohamed Farrah Aidid. Durante la missione, ricostruita magistralmente nel film Black Hawk Down di Ridley Scott, persero la vita i due operatori Gary Gordon e Randy Shughart che si erano offerti volontariamente per difendere il pilota di un Black Hawk abbattuto. I due operatori, dopo aver respinto un numero imprecisato di miliziani somali, furono feriti a morte dopo aver terminato le munizioni ma salvarono la vita al pilota dell’elicottero Michael Durant, l’unico superstite del Black Hawk, in seguito catturato e tenuto in ostaggio per 11 giorni dai miliziani. Shughart e Gordon furono insigni della Medal of Honor postuma, la più alta onorificenza dell’Esercito degli Stati Uniti.
L’OPERAZIONE ENDURING FREEDOM E L’OPERAZIONE IRAQI FREEDOM
Durante l’operazione Enduring Freedom e l’operazione Iraqi Freedom, la Delta ha partecipato a molte missioni operative segrete volte all’eliminazione e alla cattura di obiettivi di alto valore per le quali ha ricevuto la Presidential Unit Citation.
OPERAZIONI INHERENT RESOLVE
Gli operatori della Delta Force hanno avuto un ruolo decisivo anche nell’operazione Inherent Resolve, la campagna militare guidata dagli Stati Uniti contro l’Isis in Iraq e in Siria. In quel contesto, i team della Delta operarono nell’ombra, spesso in piccoli nuclei, muovendosi dietro le linee nemiche per identificare, colpire e neutralizzare i principali comandanti e operativi dell’organizzazione terroristica.
OPERAZIONE KAYLA MUELLER
La Delta Force tornò sotto i riflettori nazionali quando venne reso pubblico il suo coinvolgimento nel raid in Siria del 2019 che portò all’uccisione di Abu Bakr al‑Baghdadi, leader dello Stato Islamico. L’operazione, battezzata Kayla Mueller in onore della giovane cooperante americana rapita, violentata e uccisa proprio da al‑Baghdadi, fu una delle missioni più complesse e simbolicamente delicate dell’intera campagna contro l’Isis. Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2019, gli operatori della Delta Force, affiancati da elementi del 75º Reggimento Ranger, decollarono a bordo di elicotteri speciali e penetrarono profondamente nello spazio aereo siriano. Una volta sul posto, misero in atto un’azione rapida e chirurgica, assaltando il complesso fortificato in cui si nascondeva il leader dello Stato Islamico. La battaglia fu violenta e al‑Baghdadi, messo alle strette, si diede alla fuga all’interno di un tunnel senza uscita dove attivò il giubbotto esplosivo che aveva indosso.
L’OPERAZIONE ABSOLUTE RESOLVE
L’ultima operazione a cui ha partecipato la Delta Force è stata l’Operazione Absolute Resolve, conclusasi con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores il 3 gennaio 2026.
LA FASE DI AVVICINAMENTO
L’operazione è iniziata alle 22:46 del 2 gennaio (ora orientale degli Stati Uniti) quando una grande formazione aerea – 150 velivoli tra caccia F‑22, F‑35, F/A‑18, bombardieri B‑1, droni, velivoli da guerra elettronica Ea‑18G, aerei da ricognizione – ha lasciato basi terrestri e navali distribuite nell’intero emisfero occidentale. Parallelamente, un gruppo di elicotteri con a bordo operatori della Delta Force, personale del Dipartimento di Giustizia e unità di estrazione specializzate, ha volato a bassissima quota verso la costa venezuelana, protetto da una complessa combinazione di misure cyber ed elettroniche finalizzate ad aprire un corridoio operativo sicuro che ha neutralizzato i sistemi di difesa aerea venezuelani.
L’ASSALTO E L’ESTRAZIONE
Alle 2:01 del 3 gennaio, ora locale, gli elicotteri hanno toccato terra nel complesso presidenziale. Una volta sbarcati, gli operatori della Delta Force si sono mossi con fulminea precisione isolando immediatamente l’area e garantendo corridoi sicuri alle altre unità coinvolte nell’arresto del Presidente venezuelano Maduro che, insieme alla moglie Cilia, non hanno opposto resistenza e si sono arresi nel giro di pochi minuti. Successivamente, i due sono stati trasferiti via elicottero sulla nave d’assalto anfibio Uss Iwo Jima, che fungeva da piattaforma di detenzione temporanea prima del trasferimento negli Stati Uniti.
I FILM
La popolarità della Delta Force è cresciuta anche grazie al cinema. Il nome del reparto, infatti, è stato utilizzato come titolo di tre film d’azione — Delta Force, Delta Force 2 e Delta Force 3 — in cui l’unità è guidata, nella finzione, dal carismatico Maggiore Scott McCoy, interpretato dall’attore Chuck Norris. Le pellicole mostrano operatori impegnati in una serie di missioni ad alto tasso di adrenalina, ambientate in diversi scenari di guerra e crisi internazionali che hanno contribuito ad alimentare nell’immaginario collettivo il mito della Delta Force come reparto capace di interventi impossibili e azioni spettacolari.
I LIBRI
Sulla Delta Force sono stati scritti molti libri e saggi; per chi volesse approfondire la sua storia ci sono i libri Delta Force scritto da Michael Beckwith, ideatore e primo comandate della Delta, e Delta Force in azione scritto da Eric L. Haney, uno dei membri fondatori Force, edito da Longanesi nel 2003.
















