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Phisikk du role – Vannacci, il generale all’attacco. Le geografie politiche neotolemaiche di oggi

Casa Pound ottiene una sala della Camera, suscitando polemiche. Dietro c’è la spinta di Vannacci per creare un’area sovranista alternativa, che potrebbe frammentare la Lega e rafforzare Fratelli d’Italia, scuotendo il centrodestra senza cambiare il quadro generale. La rubrica di Pino Pisicchio 

Ha sollevato polemiche la concessione di una sala della Camera dei Deputati a Casa Pound per lo svolgimento di un convegno.

Il titolo della manifestazione, che racconta il punto di vista del movimento sui flussi migratori, “Remigrazione e riconquista”, è tuttavia trascurabile rispetto al fatto in sé: un movimento che fa dei simboli del fascismo la sua bandiera chiede ed ottiene (per ora) una sala del sancta santorum della democrazia repubblicana.

Che è intrinsecamente ed estrinsecamente antifascista.

Chi non manifesta professioni di antifascismo troverà argomenti per sostenere la libertà di pensiero opponendo che finora Casa Pound non è stata sciolta per dichiarazione dei tribunali di offesa alla Costituzione, e ridurrà la paccottiglia simbologica delle braccia alzate e dell’onore ai funerali dei camerati a innocuo folclore; chi ne coglie, invece, gli aspetti di maggiore pericolosità sociale e culturale, continuerà a protestare.

Vedremo come si chiuderà, ma, forse, l’evidenza che balza agli occhi non è questa (già vista sotto altre forme e in altre occasioni) e forse dietro c’è qualcosa di più.

Bisogna seguire la traccia che dal caso ci porta alla causa.

La Camera dei deputati non dà accoglienza nelle sue prestigiose sale al primo che arriva, ma prende in considerazione solo le richieste fatte dai deputati attraverso i Gruppi parlamentari. Così è stato per Casa Pound, sponsorizzata da un deputato della Lega vicino a Vannacci.

Ecco la chiave: forse l’ex generale, cooptato nell’area salviniana per tirare su il morale delle truppe alla vigilia di un voto europeo che si annunciava un po’ zoppo, si sta mettendo in proprio. Nel caleidoscopio semplificatorio dell’ideologismo declinante, lui ha messo la bandiera sulla destra antagonista, quella che sta soltanto un passo (incerto) prima dell’eversione.

Che cosa potrà contare?  Probabilmente l’aspettativa è quella di mettere insieme, tra nostalgici over 70 e nuovi arditi delusi dalla destra neodorotea al potere, non meno del 4%. A chi lo toglierebbe?

A Salvini certamente, ma qualcosa anche alla Meloni, oltre che, probabilmente, all’area del non voto con qualche recupero dal grande calderone intonso dove c’è il tutto e il suo contrario. Politicamente cosa potrebbe significare?

Intanto registriamo: si tratterebbe di un primo sommovimento nel panorama, in apparenza cristallizzato, della politica italiana che, per la prima volta dopo parecchio tempo, continua a mantenere gli stessi partiti e gruppi parlamentari dall’inizio della legislatura, in un’ anagrafe che storicamente si mostra molto variabile.

Non sarebbe una rivoluzione copernicana, per carità: resteremmo sempre nel sistema tolemaico-meloniano, poiché sarebbe ben difficile immaginare una postura diversa dalla destra per il campione assoluto del sovranismo militante che è Vannacci.

Tuttavia sarebbe un primo strappo nella quiete artificiosa della intimamente sciamannata politica italiana.

L’effetto politico “stricto sensu” si avrebbe in area centro-destra, con un danno più netto alla parte della Lega sensibile al richiamo sovranista, ma forse potrebbe rappresentare un atout per Fratelli d’Italia, che riuscirebbe a rappresentarsi con maggiore forza come soggetto politico moderato e non oltranzista, con un costo minimo di “oltranzisti”, appunto, in usciva verso Vannacci.

Saldo zero, invece, per Forza Italia che vedrebbe confermata la giustezza del suo moderatismo e del suo tenere botta su tematiche europeiste.

Certo, a quel punto Fratelli d’Italia tenderebbe a somigliare di più a Forza Italia, spostando l’asse della concorrenza della Meloni da destra al centro: ma sarebbe un processo più lungo.

A sinistra, naturalmente nulla di diretto, non c’è dubbio. Ma quando comincia a sgretolare qualcosa da qualche parte poi finisce sempre che l’eco si senta in posti anche lontani. È la solita teoria del caos e delle farfalle che si sbattono le ali.

Se qualcuno pensa che ce ne sia già troppo non si illuda: il caos è, per sua natura, incontenibile.


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