L’Orologio dell’Apocalisse, creato da scienziati tra cui Einstein e Oppenheimer, è un avvertimento sulla fine del mondo e non è mai stato così vicino alla catastrofe totale. Tra le cause, le tecnologie dirompenti, la minaccia nucleare, lo stato delle democrazie e la crisi climatica. E una scadenza importante a febbraio… Ma cosa si può fare? Le proposte del Bulletin of the Atomic Scientists
“Un anno fa, abbiamo avvertito che il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale e che qualsiasi ritardo nell’invertire la rotta avrebbe aumentato la probabilità di una catastrofe. Invece di prestare attenzione a questo avvertimento, Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi Paesi sono diventati sempre più aggressivi, antagonisti e nazionalisti”.
Questa è l’apertura della dichiarazione 2026 del Doomsday Clock del Bulletin of the Atomic Scientists Science and Security Board, che fissa oggi l’Orologio dell’Apocalisse a 85 secondi dalla mezzanotte, cinque secondi più vicino rispetto all’anno scorso, “il tempo più vicino alla catastrofe che sia mai stato”, avverte la pubblicazione non-profit che si occupa di sicurezza globale, in particolare di nucleare. Il Bulletin of the Atomic Scientists è stato fondato nel 1945 da un gruppo di scienziati, tra cui Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer, poco dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
L’Orologio dell’Apocalisse è una metafora di quanto l’umanità sia vicina all’autodistruzione. Le sue lancette si avvicinano alla mezzanotte mentre il mondo si avvicina al disastro: la mezzanotte rappresenta la fine della civiltà come la conosciamo. Nel 1947, il primo Orologio dell’Apocalisse è stato impostato a sette minuti a mezzanotte. L’orario è aggiornato ogni anno a gennaio.
E cosa ha provocato l’ulteriore spostamento delle lancette verso la fine di quest’anno? “Le intese globali duramente conquistate stanno crollando – spiega la rivista -, accelerando una competizione tra grandi potenze in cui il vincitore prende tutto e minando la cooperazione internazionale fondamentale per ridurre i rischi di una guerra nucleare, dei cambiamenti climatici, dell’uso improprio delle biotecnologie, della potenziale minaccia dell’intelligenza artificiale e di altri pericoli apocalittici”.
A peggiorare il contesto, il fatto che “troppi leader sono diventati compiacenti e indifferenti, in molti casi adottando retoriche e politiche che accelerano anziché mitigare questi rischi esistenziali”.
Un evento importante, che avvicina l’umanità al disastro totale, è la scadenza a febbraio del controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. Il trattato, chiamato New Start, consente la condivisione di informazioni tra i due paesi e limita gli arsenali nucleari.
Melissa Parke, executive director dell’Ican (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), ha spiegato che l’Orologio dell’Apocalisse non è una previsione, è un avvertimento. Le armi nucleari, le guerre dall’Ucraina a Gaza, la crisi climatica e le tecnologie fuori controllo sono tutte parte del problema, ma sono tutte create dall’umanità. Ciò significa che possiamo anche cambiare rotta. Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (Tpan) è un percorso chiaro per riportare indietro le lancette dell’orologio”, si legge sul quotidiano The Mirror.
L’Orologio dell’Apocalisse del 2026 propone anche quelle che possono essere alcune azioni risolutive. Stati Uniti e Russia, per esempio, potrebbero riprendere i colloqui per limitare le loro armi nucleari. “Attraverso accordi internazionali e normative nazionali, i Paesi possono collaborare per impedire la creazione di forme di vita speculari e garantire che l’intelligenza artificiale non venga utilizzata per creare minacce biologiche – si legge sul Mirror -. Il Congresso degli Stati Uniti può respingere la guerra del presidente Trump alle energie rinnovabili, fornendo invece incentivi e investimenti per ridurre rapidamente l’uso di combustibili fossili”. Infine, Stati Uniti, Russia e Cina possono tenere colloqui per stabilire regole chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale nei loro eserciti, in particolare nei sistemi di comando e controllo nucleare”.
















