Ieri nelle sale del Parlamento abbiamo assistito a una pagina di democrazia, che contribuisce a rendere sempre di più l’intelligence un insostituibile strumento per difendere la sicurezza delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini. La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana raccontata da Mario Caligiuri presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence (Università della Calabria)
Per la prima volta la Relazione Annuale sulla Politica di Informazione per la Sicurezza è stata presentata nell’aula dei Gruppi parlamentari in una giornata particolare: il ventunesimo anniversario della scomparsa di Nicola Calipari, il più noto dei caduti dell’intelligence italiana. A ricordarlo il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e i relatori. La Relazione stavolta ha anche un titolo “Governare il cambiamento. Scenari della sicurezza nazionale”.
L’idea di fondo è quella di evidenziare come la tecnologia sia il motore del cambiamento e uno dei principali fattori che incide sulla sicurezza del Paese. L’intelligence, quindi, tende ad affinare una delle sue caratteristiche più significative: intercettare i segnali deboli, da cui poi provengono quasi sistematicamente le trasformazioni più incisive. La sovranità tecnologica e digitale è quella che la Relazione affronta per prima, sottolineando la necessità di perseguire una sovranità che implichi di dipendere di meno da tecnologie estere. Significa, quindi, sviluppare politiche industriali, ricerche accademiche, formazione specialistica, selezioni mirate degli operatori.
Tale ambito incide anche sull’accelerazione delle trasformazioni geopolitiche e sulla competitività del sistema economico, in quanto le tecnologie sono un elemento trasversale a tutte le dimensioni, a cominciare dall’intelligenza artificiale, che sconvolgerà il mondo, e dalle tecnologie quantistiche, che sembra stiano rispondendo alle impressionanti premesse. L’attenzione alla minaccia criminalità rappresenta un elemento di grande importanza, poiché le reti criminali inquinano sempre di più l’economia, sapendo cogliere le fragilità e le vulnerabilità dei sistemi democratici.
Così come viene monitorato il disagio sociale, soprattutto delle fasce più giovani, spesso alla base dei processi di radicalizzazione giovanile, favoriti dalle piattaforme social vittime della fascinazione della violenza, piuttosto che dalle ideologie. È stato altresì precisato che le convulse crisi internazionali influiscono in modo significativo sulla minaccia terroristica jihadista, che si estende al di là delle aree di crisi.
L’immigrazione irregolare è un altro dei temi che la relazione indaga evidenziando che nel biennio 2023-2025 c’è stata una riduzione significativa del fenomeno (-58%) e che l’area di partenza dei maggiori flussi diretti all’Italia resta è la Tripolitania.
È stata infine evidenziata la rilevanza della minaccia ibrida per le società democratiche che tende alla conquista della mente delle persone, quello che oggi si chiama “dominio cognitivo”, esprimendosi attraverso azioni di disinformazione e attacchi informatici.
La relazione viene conclusa con cinque casi studio elaborati mediante l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa. Non si tratta di previsioni di intelligence ma di esercizi sviluppati esclusivamente su dati provenienti da fonti aperte debitamente selezionate che affrontano, con la supervisione degli analisti del comparto, cinque temi riguardanti rispettivamente la competizione spaziale, il conflitto Russia-Nato, gli effetti delle criptovalute, le proiezioni migratorie e il radicalismo fondamentalista in Siria. Per ognuno di questi ambiti si sono ipotizzati diversi scenari.
Chiude la pubblicazione, impreziosita come negli anni precedenti da un consistente apparato di infografiche, uno focus sull’avvento delle tecnologie quantistica.
Il prossimo anno l’approfondimento probabilmente riguarderà le biotecnologie in quanto “rappresentano il campo nel quale si giocano contemporaneamente la competitività del sistema produttivo e la crescita economica”.
Nel corso dell’intervento di apertura, il Direttore Generale del Dis Vittorio Rizzi ha illustrato la Relazione evidenziando le difficoltà del momento, poiché siamo in presenza del più alto numero di conflitti rispetto al 1946. Ha altresì evidenziato l’efficace contrasto alle droghe sintetiche attraverso l’apposito Piano nazionale, nonché richiamato la circostanza che l’anno del Giubileo, con oltre 30 milioni di presenze e con lo svolgimento di due eventi non previsti quali i funerali di Papa Francesco e l’insediamento dei Leone XIV, si è concluso senza incidenti.
Il presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha precisato che di fatto l’attività dell’organismo da lui diretto ruoti attorno ai temi della Relazione. Inoltre, ha evidenziato che l’attività degli apparati viene svolta con competenza, professionalità e capacità a tutela della sicurezza dei cittadini. Ha infine evidenziato i due elementi di fondo rappresentati dallo scenario geopolitico e dalle tecnologie.
L’autorità delegata Alfredo Mantovano, citando Confucio, ha espresso la necessità di rimettere a posto le parole, dandole un senso. Troppo spesso si usa l’espressione “Servizi Segreti” per definire gli Organismi di Informazione per la Sicurezza, per cui c’è bisogno un salto culturale in quanto per le nostre Agenzie “il segreto è un mezzo non la missione”.
Ha, inoltre, sottolineato l’importanza dello sviluppo tecnologico, citando infrastrutture strategiche nazionali, come la dorsale digitale che collegherà l’Europa all’India offrendo una concreta opportunità per sganciarsi dalla dipendenza tecnologica russa e cinese. Pertanto, ha affermato che oggi per l’intelligence, una delle sfide è assumere giovani altamente specializzati nelle nuove tecnologie, nel cyber, nella sicurezza economica finanziaria e nel contrasto alla minaccia terroristica, reclutandoli tra Università, imprese e professioni.
Possiamo, infine, sostenere che ieri nelle sale del Parlamento abbiamo assistito a una pagina di democrazia, che contribuisce a rendere sempre di più l’intelligence un insostituibile strumento per difendere la sicurezza delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini.
















