Il presidente americano ha minacciato il taglio dei rapporti commerciali con il Paese iberico, che accusa di non collaborare come membro della Nato nel conflitto in Medio Oriente. La questione delle basi militari e la solidarietà cinese…
Continuano gli attacchi del presidente americano Donald Trump contro la Spagna per il rifiuto del governo di Pedro Sanchez di autorizzare l’uso delle basi militari di Rota e Moron nella guerra contro l’Iran. L’ultima dichiarazione è stata ieri, in un’intervista con il quotidiano The New York Times, in cui il capo della Casa Bianca ha anche criticato la posizione del Regno Unito. Si tratta, dunque, di due alleati della Nato che non sostengono la scelta di Trump di iniziare la campagna di bombardamenti contro il regime iraniano.
Trump ha qualificato la Spagna come “perdente”, mentre il Regno Unito lo considera “molto deludente”. “La Spagna è molto ostile nei confronti della Nato”, ha segnalato al NYT. Nell’intervista non ci sono riferimenti diretti al divieto dell’uso delle basi militari, ma Trump ha voluto sottolineare la posizione del governo socialista del presidente Pedro Sanchez sul pagamento della spesa della difesa nell’organizzazione: “Non pagano… sono gli unici che hanno votato contro il pagamento del 5%, sono molto ostili con tutti […] Loro non sono buoni compagni e non lo saremmo nemmeno noi”.
Come risposta, Trump ha ipotizzato un embargo contro gli spagnoli e l’interruzione dei rapporti commerciali, sebbene non sia una misura semplice da compiere. L’escalation, dal punto di vista geopolitico, sarebbe “enorme”, come sottolinea il quotidiano El Pais. Oltre alle dichiarazioni del presidente, l’amministrazione americana non ha fornito dettagli sulla viabilità di questa ipotesi. I settori che sarebbero danneggiati sono molti: “Dall’accesso al gas liquefatto alle limitazioni dei visti o l’entrata di cittadini spagnoli negli Usa, passando per l’uso del materiale di Difesa che la Spagna acquista, miliardi di dollari per tecnologia di ultima generazione”, prosegue il quotidiano spagnolo. Sarebbero a rischio circa 47 miliardi di dollari di scambio commerciale bilaterale.
Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha riferito il cambio di posizione della Spagna nella sua politica estera verso gli Usa e la guerra in Iran, sostenendo che ci sono stati pochi scambi di cooperazione militare tra gli Usa e la Spagna. Tuttavia, il NYT ribadisce che in realtà i contatti di coordinamento non si sono mai interrotti. Dove c’è invece disgiuntiva è nell’uso delle basi militari, ma questo è valido anche per altri Paesi europei. José Manuel Albares, ministro degli Affari esteri spagnolo, insiste che la posizione del suo Paese non è cambiata. La Spagna ha una posizione strategica in Turchia per cui ha deciso di inviare una fregata a Cipro, membro dell’Unione europea sotto attacco di missili e droni iraniani. La Spagna ha anche autorizzato il volo di aerei americani nel suo spazio aereo.
Bruxelles ha solidarizzato con la Spagna di fronte alle minacce di Trump. E persino la Cina ha rilasciato dichiarazioni in difesa di Madrid, sottolineando che “il commercio non deve essere mai usato come arma né come strumento”.
















