Il disegno di legge, presentato alla Camera dei rappresentati ieri – e in attesa di arrivare al Senato entro la fine del mese – ha come obiettivo sottoporre le aziende straniere alle stesse, e più severe, restrizioni che attualmente gravano sui loro concorrenti americani, cioè, il divieto per i loro ingegneri di effettuare la manutenzione e la riparazione di apparecchiature in determinati stabilimenti in Cina. Paesi Bassi e Giappone sarebbero tra gli alleati più colpiti, in caso di approvazione…
Una nuova legge negli Stati Uniti potrebbe limitare la vendita degli strumenti necessari per la produzione di chip in Cina. La proposta è stata presentata dai legislatori americani e potrebbe danneggiare, principalmente, le compagnie ASML Holding NV e Tokyo Electron Ltd.
Il controverso disegno di legge si chiama “MATCH Act” e ha come obiettivo l’approvazione di una normativa per introdurre nuovi controlli su aziende straniere e mettere a parità di condizioni i concorrenti americani.
A riferirlo è l’agenzia Bloomberg, che sostiene come il progetto di legge “amplierebbe la gamma di tecnologie coperte, includendo restrizioni sulle macchine per la litografia a immersione nell’ultravioletto profondo (DWI) di ASML, e imporrebbe vincoli più severi sulle vendite a specifiche aziende cinesi”.
Dalla nuova legge, che imporrebbe limitazioni alle esportazioni di strumenti per la produzione di chip sul territorio cinese, sarebbero colpiti Paesi alleati come i Paesi Bassi e il Giappone. Il progetto è stato presentato ieri alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Una versione analoga dovrebbe essere presentata al Senato entro la fine del mese.
Questa normativa avrebbe come missione sottoporre le aziende “alle stesse, e più severe, restrizioni che attualmente gravano sui loro concorrenti americani – si legge su Bloomberg -. Ciò include il divieto per i loro ingegneri di effettuare la manutenzione e la riparazione di apparecchiature in determinati stabilimenti in Cina, attività già vietata ai cittadini statunitensi – uno dei punti più controversi del dibattito sul controllo delle esportazioni”. Il progetto di legge introdurrebbe nuove limitazioni che interesserebbero sia le aziende straniere che quelle statunitensi, in particolare Applied Materials Inc., Lam Research Corp. e KLA Corp.
Ma di cosa si tratta? Le apparecchiature di queste aziende, così come quelle di ASML e Tokyo Electron, sono essenziali per la produzione di qualsiasi cosa, dai chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia Corp. “Per anni, gli Stati Uniti hanno collaborato con Giappone e Paesi Bassi per impedire alla Cina di ottenere le migliori tecnologie – spiega Bloomberg -, un ostacolo fondamentale per la produzione di chip per l’intelligenza artificiale nel Paese asiatico”.
L’eventuale approvazione però non sarà semplice. Nuove restrizioni sulle apparecchiature per la produzione di semiconduttori sarebbero estremamente provocatorie per la Cina, e il presidente Donald Trump è determinato a mantenere una tregua commerciale con Pechino (infatti, andrà ad incontrare Xi Jinping il 14 e 15 maggio.
“Il MATCH Act adotta un approccio che privilegia la diplomazia – conclude Bloomberg -. Prevede che l’amministrazione spinga gli alleati ad adottare misure più restrittive e, se ciò non dovesse avvenire entro 150 giorni (con la possibilità di prorogare la scadenza una sola volta), gli Stati Uniti procederanno con restrizioni unilaterali sulle tecnologie prodotte all’estero. L’idea è che la minaccia di limitazioni da parte di Washington, vista da alcuni leader stranieri come un grave eccesso di potere diplomatico, costringerà Tokyo e L’Aia a imporre le proprie”.
















