Un vicepresidente, un inviato speciale e anche un genero. Sabato mattina sono previste le prime riunioni del dialogo tra rappresentanti dei governi di Teheran e Washington, ma l’apertura parziale dello stretto di Hormuz e la situazione in Libano compromettono le trattative. Il rebus della partecipazione iraniana
La Casa Bianca ha confermato che si siederà al tavolo di negoziazione diretta con rappresentanti del regime iraniano per raggiungere un accordo di pace e porre fine al conflitto in Medio Oriente. La portavoce del governo di Donald Trump, Karoline Leavitt, ha affermato che il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione americana che volerà fino a Islamabad per iniziare il dialogo.
Secondo l’agenzia Bloomberg ai negoziati per la pace tra Iran e Stati Uniti parteciperà anche l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff e il consigliere, nonché marito della figlia di Trump, Jared Kushner.
Le prime conversazioni avranno inizio sabato mattina, ora locale, nonostante lo stretto di Hormuz sia ancora praticamente chiuso e la richiesta degli Usa di aprirlo come condizioni per il cessate al fuoco non sia rispettata. Il vicepresidente Vance ha affermato, invece, che le prime navi hanno superato il blocco, e lui sarebbe già in viaggio verso l’Ungheria, secondo alcuni media, per essere presente alle prime riunioni.
Dalla parte iraniana non ci sono ancora conferme su chi rappresenterà il regime. Il ministro degli Affari esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha scritto sui social network che gli Usa non possono pretendere di avere entrambi le cose, cioè, l’apertura al dialogo e l’apertura dello stretto.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad- Bagher Ghalibaf, sarebbe stato invitato ai negoziati, ma la sua postura sul conflitto è abbastanza rigida, per cui ci sono speculazioni su un rifiuto a partecipare. In una pubblicazione ha menzionato i combattimenti in Libano, la presunta incursione di un drone nello spazio aereo iraniano, spiegando che questi fatti fanno “irragionevole” l’inizio di un dialogo o il cessate al fuoco. Sulla situazione in Libano, Vance ha detto che Israele ha cominciato a “moderarsi” per sostenere i negoziati.















